Rinasce il giglio di mare sulle dune di Lacona
CAPOLIVERI. Qualcosa come trecento gigli di mare in fiore o in boccio sulle dune di Lacona. Un vero miracolo in un tratto di costa lasciata in passato al degrado. Si tratta del primo censimento delle...
CAPOLIVERI. Qualcosa come trecento gigli di mare in fiore o in boccio sulle dune di Lacona. Un vero miracolo in un tratto di costa lasciata in passato al degrado. Si tratta del primo censimento delle piante fiorite di giglio di mare o delle sabbie, (Pancratium maritimum), che è stato condotto dai ragazzi del campo di volontariato internazionale di Legambiente e del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano sulle Dune di Lacona, nel Comune di Capoliveri. E ci si è limitati soltanto alle due porzioni di dune acquisite dal Parco e delimitate con paletti, una recinzione in corda e cartellonistica provvisoria dai volontari del Cigno Verde.
Complessivamente sono state censite quaranta piante fiorite di Pancrazio, l’altro nome del giglio di mare, mentre ce ne sono molte di più che non sono fiorite o che fioriranno nei prossimi giorni. Alcune piante hanno già sviluppato i globi pieni di semi, simili a chicchi di carbone, che presto spargeranno e che i prossimi campi di volontariato provvederanno a piantare nelle aree più degradate delle dune per tentare una ricolonizzazione.
«Il dato di centinaia di fiori di Pancrazio in un’area così limitata – dicono gli ambientalisti di Legambiente Arcipleago toscano - è abbastanza confortante. Sono molte le piante che non sono riuscite a fiorire. Ciò è dovuto a un evidente degrado delle dune. Il Parco ha fatto appena in tempo a comprarle per poterle salvare è già evidente una specie di “linea della morte” per i gigli di mare, soprattutto vicino alla pinetina e dove negli ultimi anni il passaggio di turisti e mezzi motorizzati ed altri usi impropri delle dune hanno realizzato vere e proprie strade e spiazzi privi di vegetazione pioniera ed hanno degradato pesantemente le dune ed il loro ecosistema in bilico tra terra e mare».
Per i volontari del campo di Legambiente che controlleranno le dune di Lacona fino al 9 settembre, la fioritura del pancrazio è davvero un miracolo. «Nessuno coglie i gigli di mare – concludono i responsabili del Campo di Legambiente Thomas e Champa – c’è una grande attenzione e rispetto e anche i tentativi di attraversare l’area dunale del Parco recintata sono pochi al giorno e chi ci prova torna subito indietro non appena lo becchiamo».
Sul progetto dei campi di volontariato l’associazione Legambiente, assieme al Parco, ha investito molto. Un investimento reso possibile dall’acquisto, formalizzato lo scorso inverno, dell’acquisto dell’area delle dune di Lacona da parte del Parco nazionale dell’Arcipleago toscano.
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