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«Non vogliamo il presidio con Cecina e Piombino»

PORTOFERRAIO. «Il documento Elba firmato da tutti gli otto sindaci dell’isola il 12 marzo a Rio Marina contiene parte del progetto del Comune di Portoferraio. Non ha senso, anche per questo,...

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PORTOFERRAIO. «Il documento Elba firmato da tutti gli otto sindaci dell’isola il 12 marzo a Rio Marina contiene parte del progetto del Comune di Portoferraio. Non ha senso, anche per questo, rinnegarlo». È quanto sostiene il comitato Elba Sanità che interviene in relazione alla spaccatura segnata in questi giorni tra Portoferraio e il resto dei Comuni elbani. «L’isola d’Elba avrebbe l’opportunità, prevista anche a livello nazionale, di avere una maggior autonomia in quanto è riconosciuta appunto l’insularità – dicono dal comitato – Perché quindi continuare ad insistere sulla costituzione di un unico presidio ospedaliero Cecina-Piombino-Elba, quando l'Elba, in quanto isola merita una declinazione a parte? A marzo era già stato chiarito: Cecina-Piombino presidio unico, l'Elba a parte».

Il comitato ribadisce come i presidi ospedalieri di Cecina e Piombino, in continente, distano tra loro 30 minuti in auto; le nuove disposizioni nazionali prevedono un presidio ospedaliero per un bacino di utenza di 150.000 persone. «Cecina e Piombino allora forse insistono perché hanno bisogno dell'Elba per avere un bacino di 150.000 utenti? – chiedono dal comitato – Se l'Elba, in quanto isola, merita un'attenzione particolare e una regolamentazione particolare, non si comprende la necessità di continuare a pensare ad un presidio unico in cui il polo decisionale starebbe in continente e quel poco che rimane arriva all'Elba. E' veramente indispensabile un unico presidio? Allora invertiamo i ruoli, si fa all'Elba».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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