Il Tirreno

Sagre: 137 giorni all’anno E le opinioni si dividono

di Alessandro De Gregorio
Sagre: 137 giorni all’anno E le opinioni si dividono

Tra i ristoratori c’è chi parla di concorrenza sleale: «Ci stanno massacrando» Ma c’è chi lo ritiene un falso problema. L’assessore: «Regolamento da rifare»

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PIOMBINO. 137 sono i giorni complessivi di sagre e feste del calendario 2015 approvato dalla giunta comunale con delibera del 29 dicembre scorso. Siamo partiti a fine marzo con la “Festa della pulenda e del cinghiale” organizzata dall’Union Rugby e si finirà il 6 dicembre con la “Festa di Santa Klaus” promossa dalla stessa associazione.

Per il resto la concentrazione degli eventi è soprattutto tra maggio e settembre, e come ogni anno torna così puntuale la polemica su sagre e feste e sull’ipotetica concorrenza che queste fanno a ristoranti e locali del territorio.

Concorrenza sleale. «Ci stanno massacrando – afferma sull’argomento Luca Culurgioni della trattoria Da Luca – Ci portano via tanta gente; aspettiamo il fine settimana per lavorare e invece nulla, dobbiamo lottare contro feste che sfruttano minorenni e che, per quanto controllate, non credo possano attenersi alle norme sanitarie dei ristoranti. Non dico che non dovrebbero farle, ma che almeno siano ridotte. Che poi nelle sagre si dovrebbe puntare a un solo tipo di prodotto, mentre non ho niente da dire invece sulle feste sportive di due e tre giorni, organizzate dalle associazioni per sostenersi. In generale comunque più che sagre e simili andrebbero fatte manifestazioni con giochi per bambini, spettacoli,e quant’altro, eventi che portano gente senza dare da mangiare».

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Walter Demi, titolare del Boccondivino: «Storia vecchia quella delle sagre che dove son fatte bene portano gente anche a negozi e ristoranti. Qui però parliamo di situazioni nelle quali tutti danno da mangiare, non offrendo un prodotto tipico, ma diventando una sorta di fotocopia del ristorante, dove si mangia qualsiasi cosa, non dovendo sottostare però a tutte le regole, giustissime, imposte a noi ristoratori».

Sagre, falso problema. Chi non vede nel fitto calendario di sagre e feste piombinesi un problema è Lorio Fusi del ristorante Mamma Carla: «Ci sono sempre state, sin dai tempi dei faraoni – sostiene il ristoratore – Più gente gira e meglio è. Sicuramente dovrebbero essere controllate a livello sanitario esattamente come i locali, ma alla fine ritengo che sia un falso problema. Purtroppo se non ci sono soldi in tasca si va da poche parti, e Piombino ancora non è ripartita dalla crisi. Detto questo comunque il sabato lavoriamo, tanto che ci tocca spesso mandar via la gente, mentre durante la settimana il giro è poco».

Chi non viene penalizzato dalle sagre è anche il Volturno: «Alla fine anche noi ristoranti, magari di rimbalzo, beneficiamo delle sagre – afferma Patrizia Mondanelli – Tante volte ci sono capitati clienti che, trovando fila alle feste, sono venuti al ristorante. Parlando invece delle sagre a Riotorto, fatte alla Pinetina, quelle portano beneficio solo a chi le organizza».

Diversa gestione. Chi non punta il dito contro le sagre, ma ne critica la gestione è Luca Salerno della Taverna dei Boncompagni: «Noi non risentiamo della presenza delle sagre – dice – certamente però andrebbero gestite in modo diverso, organizzandole nei tempi morti per portare gente in città, e non in estate quando le persone sono già fuori».

Parla l’assessore. In uno scenario variegato, dove non mancano le polemiche, ma anche uno sguardo più indulgente nei confronti delle sagre, arrivano le dichiarazioni dell’assessore al turismo e alle attività produttive, Stefano Ferrini, che lasciano intravedere cambiamenti importanti sulla questione.

«Credo che il tema abbia bisogno di essere rivisto in maniera profonda – afferma Ferrini – Oggi sagre e feste a Piombino sono organizzate soprattutto da associazioni e partiti con l’obiettivo dell’autofinanziamento Esigenza legittima che crea tuttavia un numero davvero alto di eventi che non hanno un ritorno sulla città. Questo inoltre fa perdere di vista le reali finalità di una sagra, che dovrebbe valorizzare i prodotti tipici di un territorio».

Situazioni diverse ma con risultati simili a Riotorto e Piombino: «Le sagre organizzate alla Pinetina, ambientazione lontana dal centro, non hanno effetti positivi sul paese – riprende Ferrini – A Piombino invece esistono location consolidate ad accogliere questo tipo di eventi. A ogni modo, comune è la necessità di rivedere la questione, puntando a trasformare in maniera drastica il profilo delle sagre attuali. Finora l’unico parametro di scelta è la storicità, mentre dovremmo puntare a criteri di qualità». «Stiamo lavorando a un nuovo regolamento – prosegue l’assessore – L’idea è quella di dare un maggiore punteggio alle sagre che valorizzano prodotti locali e quelle che utilizzano prodotti a chilometro zero. Altrimenti parliamo di situazioni nelle quali si mangia di tutto e dove si crea davvero una concorrenza sleale ai ristoranti. Per le feste dovremmo preferire quelle che promuovono, accanto a musica e svago, esibizioni e momenti legati al tema dell’associazione che le organizza. L’obiettivo è di ridurre quindi il numero di eventi, puntando sulla qualità, e destagionalizzandoli. Abbiamo già elaborato alcune bozze e speriamo di poter approvare e rendere operativo il nuovo regolamento la prossima stagione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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