Il dolore
Il talento dei detenuti
Giornata di divertimento in carcere organizzata da Unitre
PORTO AZZURRO. Dopo le gare sportive dei giorni scorsi, i detenuti hanno realizzato anche uno spettacolo di varietà per festeggiare i 25 anni dell'Università delle Tre Età nella Casa di reclusione elbana. Per vari giorni hanno messo da parte la tristezza del carcere ed hanno vissuto momenti di svago e di leggerezza, hanno ritrovato il piacere di stare insieme in un clima di serena amicizia, si sono sentiti protagonisti, hanno riso e si sono commossi nel preparare lo spettacolo che ci hanno offerto.
Davanti ad un numeroso pubblico che non ha risparmiato gli applausi, i detenuti/attori improvvisati hanno ballato, hanno cantato dimostrando vero talento talora meritevole di un vero palcoscenico. Hanno interpretato le loro poesie, hanno recitato con garbo e ironia scenette deliziose (ad una delle quali ha preso simpaticamente parte l'educatore Paolo Maddonni).
Maurizio Canovaro ha presentato e curato l'organizzazione dello spettacolo e Anastasya Cherkasova, pianista, ha accompagnato i cantanti. Davide Casalini, direttore dei corsi di formazione culturale e membro del consiglio nazionale dell'Unitre ha portato il saluto e l'apprezzamento del presidente nazionale dell'associazione ed ha, tra l'altro, letto alcune frasi che suo padre Emanuele, primo presidente dell'Unitre di Porto Azzurro, aveva scritto nel 1991, in occasione del primo anniversario della sede: «Da un anno entriamo ed usciamo in quell'edificio maestoso e dobbiamo chiederci: qual è il nostro bilancio? Entriamo con l'intenzione di portare rispetto, dignità, affetto e di farne uscire, dentro di noi, partecipazione e meditazione. Troviamo uomini di molti paesi del mondo, un miscuglio di culture, di condizione d'anima che, comunque, espiano, pagano, soffrono e mettersi al loro fianco, percorrere anche un breve tratto di strada insieme a loro fa forse bene a loro e certamente bene a noi». «Abbiamo cercato di percorrere accanto ai detenuti un pezzo di strada, abbiamo portato dignità ed affetto; poi siamo andati oltre ed abbiamo istituito il Premio letterario nazionale "Emanuele Casalini riservato ai detenuti che è pervenuto onorevolmente alla XIV edizione – spiegano dall’associazione – L'Unitre ringrazia tutti i detenuti che ci hanno festeggiato, gli educatori Giuseppina Canu, Paolo Maddonni e Barbara Radice che non si sono risparmiati nell'organizzazione delle due giornate di sport e di spettacolo, tutto il personale, l'Ispettore Francesco Lo Noce che ha portato il saluto della direzione. Un grazie alle società Locman e Tiemme di Piombino che hanno reso possibile piccoli doni ai detenuti ed un rinfresco finale».
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