Il Tirreno

Nei laboratori di Villamarina si analizzeranno solo le urgenze

di Valeria Parrini

L’Asl torna alla carica per completare il tour delle provette e dirottare tutto su Livorno Rizzini (Cisl): «È un’operazione che non produce risparmi e penalizza cittadini e lavoratori»

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PIOMBINO. Tour delle provette verso il traguardo finale: l’accentramento completo delle analisi a Livorno.

A fine estate, inizio autunno, a Villamarina saranno trattate solo le urgenze.

Il vecchio progetto riprende campo. A pezzi, molte analisi erano già state trasferite. Più di recente, i marcatori tumorali e i test sulla tirodie. In cambio, Villamarina aveva ottenuto, ed era stata considerata una vittoria, l’esecuzione delle analisi sierologiche di tutta la provincia. Che invece riprendono il largo mentre Villamarina si indebolisce ancora, con operazioni che si palesano sempre dopo il voto, secondo i commenti più maliziosi.

Tra sangue ed urine sono circa un milione e 100 mila le analisi eseguite ogni anno dal laboratorio piombinese. Dove sono occupati 16 tecnici e tre tra medici e biologi. Il problema riguarda direttamente anche loro. E riguarda i cittadini. Intanto, un laboratorio che di fatto si ferma fa diminuire l’attività e la funzionalità dei reparti. Per i ricoverati, adesso, prelievi al mattino, risposte in poche ore. In futuro, potrebbe funzionare così: prelievi al mattino, provette verso Livorno solo col primo viaggio del giorno dopo. E se anche fossero riorganizzati i trasferimenti, ed entro qualche ora le provette prendessero la via del capoluogo, i tempi sarebbero dilatati. E rimarrebbe il problema della qualità della risposta. A partire dalle urine. Perchè non possono essere conservate in frigo, pena precipitazioni che ne condiziorebbero il risultato. In poche parole, l’orinocoltura verrebbe in automatico durante il tragitto.

Quando l’operazione andrà in porto, di fatto chiuderà l’ultimo laboratorio pubblico della Val di Cornia.

Anche Cecina, dove si parla dell’apertura di un nuovo centro privato, ha già perso molto. Presto dovrebbe perdere l’ultimo pezzo, quello della batteriologia. Per l’Elba la situazione non è ancora scandita.

Andrea Rizzini, segretario provinciale Uil funzione pubblica,conferma la volontà aziendale di centralizzare tutte le attività di laboratorio a Livorno. «Accade nel periodo peggiore, quello estivo, e senza nessun confronto con i sindacati per valutare le ricadute sull’occupazione e sui servizi alla cittadinanza, che già manifestano forti criticità. L’Asl, insomma, nonostante i numerosi fallimenti precedenti, preferisce calare dall’alto le decisioni piuttosto che condividerle con i livelli intermedi e le istituzioni che, in quanto elette dai cittadini, hanno come scopo anche la salvaguardia del loro diritto alla salute. Tutti i prelievi dei ricoverati e dei cittadini che si rivolgono ai distretti saranno inviati a Livorno».

Il sindacalista insiste su tre aspetti: il disagio per i lavoratori, le conseguenze per i cittadini, nessun risparmio nei costi. «Anzi - chiude Rizzini - con l’aumento dei viaggi delle provette per tutto il territorio provinciale, i costi potrebbero aumentare assieme alla possibilità di errori. Uno dei dati allarmanti è costituito dal fatto che i prelievi effettuati al mattino saranno lavorati dopo ore e determinati tipi di esami ne risentono».

Intanto, va avanti il processo di taglio dei servizi nel periodo estivo: le sale operatorie saranno chiuse dal 20 luglio al 30 agosto (verranno garantite solo le urgenze e le emergenze) e le visite ambulatoriali saranno ridotte.

Il piano Asl non è piaciuto al sindaco, Massimo Giuliani. Che a metà giugno ha chiesto un incontro urgente alla direzione Asl.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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