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In mostra le foto di Francesco Cito su 20 anni in Palestina

In mostra le foto di Francesco Cito su 20 anni in Palestina

SAN VINCENZO. Sarà inaugurata domani alle 21,30 alla Torre la mostra del fotografo napoletano Francesco Cito dal titolo “Sulla terra chiamata Palestina (1985-2005)”, a cura del Circolo Fotoamatori di...

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SAN VINCENZO. Sarà inaugurata domani alle 21,30 alla Torre la mostra del fotografo napoletano Francesco Cito dal titolo “Sulla terra chiamata Palestina (1985-2005)”, a cura del Circolo Fotoamatori di San Vincenzo in collaborazione con la Fiaf (federazione italiana associazioni fotografiche). La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 31 luglio tutti giorni dalle 21 alle 23, presenta una selezione dei reportage che Cito ha svolto per testimoniare le condizioni di vita dei territori palestinesi occupati. Con le sue foto, di grande impatto emotivo e visivo, Cito offre uno spaccato della vita quotidiana in Palestina, tra i giochi dei bambini, le case distrutte dai bombardamenti, i rituali familiari, le reti di filo spinato. L’autore negli anni ‘70, interrotti gli studi, si trasferì a Londra per inseguire la sua passione per la fotografia. Nel 1980 è uno dei primi fotoreporter che riesce a raggiungere l'Afghanistan occupato dall'Armata rossa; riesce a farsi accogliere in vari gruppi di guerriglieri che combattono i sovietici, realizzando immagini da dentro la guerriglia. In Italia, tra il 1982 e l’83, realizza a Napoli un reportage sulla camorra. Nello stesso anno è inviato sul fronte libanese per il settimanale Epoca, segue il conflitto in atto fra le fazioni palestinesi del leader Abu Mussa e del nazionalista fondatore di Al-Fatah, Yasser Arafat. Nel 1989 è inviato in Afghanistan per il Venerdì di Repubblica, racconta la ritirata sovietica stando al seguito dei Mujahiddin. La Guerra del Golfo nel '90 lo porta in Arabia Saudita al seguito del primo contingente di marines americani dopo l'invasione irachena del Kuwait. Continua a seguire l'operazione “Desert Storm” e la liberazione del Kuwait fino al 27-28 febbraio 1991. Negli anni ‘90 più volte si reca nei Balcani per seguire le varie fasi dei conflitti che sconvolgono quelle terre con lo smembramento della Jugoslavia. Nel '94 realizza per il settimanale tedesco “Stern” un reportage sui coloni israeliani oltranzisti. Nell'aprile 2002 è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin, sotto coprifuoco e posta sotto assedio per quaranta giorni dall’esercito israeliano “Tzahai”.

Paolo Federighi

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