Gioco
«I migranti sono entusiasti di fare questi lavori utili»
Il sindaco quasi tutti i giorni in visita alla Vivalda dove sono alloggiati 42 ragazzi Parodi: «Ho chiesto all’associazione Xenia un cronoprogramma dettagliato»
SUVERETO. Presto i migranti che alloggiano alla Vivalda verranno inseriti in lavori socialmente utili. Dovrebbe essere questione di qualche settimana, come conferma il sindaco Giuliano Parodi. Così, dopo l’approvazione in consiglio comunale del protocollo d’intesa tra prefettura e Comune, il progetto diventerà a breve operativo. Sono 42 le persone che alloggiano nel casale ristrutturato di San Lorenzo: tutti giovani uomini e una sola coppia. Da poco la residenza, gestita dalla neonata associazione Xenia (presieduta da Mauro Andreini, che ha lasciato la guida della Homo Diogene attiva a Campiglia), è stata abbandonata da uno dei migranti ospiti. La segnalazione è stata comunicata dall’associazione dopo la mancata firma (c’è un registro di presenza) del ragazzo, che pare essersi allontanato durante alcune visite mediche all’ospedale. «I lavori socialmente utili partiranno già nelle prossime settimane – spiega Parodi - Dobbiamo aspettare che vengano avviati i documenti per la richiesta di asilo, condizione essenziale prevista dal protocollo».
I ragazzi potranno poi decidere, volontariamente e a titolo gratuito, di prendere parte a piccole attività di manutenzione, come taglio dell’erba o altri piccoli progetti di cura degli spazi pubblici. «Ne ho già parlato con loro – aggiunge Parodi – hanno accolto con entusiasmo questa possibilità. Tra l’altro sono tutti giovanissimi, intorno ai 20 anni. Molti di loro erano dei calciatori nei paesi d’origine, anche a livello professionistico, e mi hanno chiesto di organizzare qualche partita che programmerò lì al campo che c’è alla Vivalda, dove già giocano ogni giorno. Questo anche nell’ottica di un percorso d’integrazione che, in realtà, richiede di solito anni». In costante contatto con la prefettura, il sindaco è spesso in visita alla residenza per monitorare la situazione e controllare che il progetto di accoglienza vada avanti senza problemi. La Vivalda è composta da sei appartamenti, divisi in cucina, camera, soggiorno e bagno «che non vorrei diventassero un dormitorio - sottolinea Parodi - Lo ribadisco, in un’emergenza del genere il problema non sono i migranti ma le associazioni e le cooperative che gestiscono la loro accoglienza. Per questo è fondamentale che gli enti locali vigilino attentamente. Ho chiesto alla Xenia un cronoprogramma giornaliero dettagliato di tutto quello che sarà fatto nella residenza. A che ora si fanno le lezioni d’italiano, quando pranzano, che attività svolgono. Insomma, voglio sapere come e quando vengono organizzati tutti i servizi che l’associazione deve garantire in base alla convenzione relativa al progetto di prima accoglienza. Tutto deve essere svolto in maniera corretta e professionale. Ci sono soldi pubblici che queste associazioni gestiscono».
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