Sicurezza
Variante di Bagnaia, un altro rinvio
BAGNAIA. «Viabilità da incubo a Bagnaia». La protesta è dell’associazione Amici di Bagnaia. «La messa in opera del breve tratto di variante (poco più di 200 metri), già approvato una ventina d'anni...
BAGNAIA. «Viabilità da incubo a Bagnaia». La protesta è dell’associazione Amici di Bagnaia. «La messa in opera del breve tratto di variante (poco più di 200 metri), già approvato una ventina d'anni fa, che può risolvere definitivamente la questione viene, dopo una serie infinita di rinvii, nuovamente rinviata senza (ovviamente) plausibili spiegazioni nonostante la solenne promessa, fatta in campagna elettorale e successivamente ribadita in un incontro della comunità bagnaiese con i due sindaci competenti, di procedere con celerità alla sua realizzazione», spiegano dall’associazione. Lo stradello che collega la provinciale Portoferraio-Bagnaia alla strada della Falconaia (che porta a Nisporto, Nisportino e Rio Nell'Elba), allargato a suo tempo dal Comune di Rio nell'Elba nel tratto di sua competenza, nella parte di competenza del Comune di Portoferraio è rimasto com'era più o meno nella metà del secolo scorso. Largo quanto una sola carreggiata pur essendo obbligatoriamente percorribile nei due sensi non essendoci alternative, privo di segnaletica sia orizzontale che verticale, inanella quattro secche curve a gomito nel brevissimo tratto che scende verso la valle. «Evidentemente non soddisfatta del solo rinvio relativo alla variante – aggiungono gli Amici di Bagnaia – quest'anno l'amministrazione di Portoferraio ha pensato bene di evitare anche lo sfalcio dell'erba e della macchia che si mangiano serenamente ciò che resta del viottolo precariamente asfaltato rendendo, se possibile, il breve percorso un'avventura ancora più pericolosa degli anni precedenti. L'associazione in primavera si era offerta di eseguire direttamente almeno i lavori di pulizia del bordo strada se il Comune avesse provveduto, tramite una banale ma necessaria convenzione, ad affidarle l'incarico. La proposta, a tutt'oggi, è rimasta lettera morta».
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