Il Tirreno

Quattro quartieri senza consiglieri Pd

di Guido Fiorini
Quattro quartieri senza consiglieri Pd

Daniele Pasquinelli (5 Stelle): «Sono stati loro a forzare la mano a novembre, si governa rispettando le regole»

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PIOMBINO. I quattro consigli di quartiere saranno totalmente in mano all’opposizione, 11 consiglieri su 11 senza il Pd: finora ne aveva 6 a Porta a terra/Desco, Salivoli e Populonia e 5 a Riotorto. È questo l’effetto della sentenza del Tar di venerdì scorso che ha annullato le delibere del consiglio comunale del novembre 2014 che modificavano il regolamento e ratificavano le nomine.

Insieme all’avvocato grossetano Claudio Fiori, i consiglieri comunali Daniele Pasquinelli, Massimiliano Santini e Andrea Lessi e la portavoce regionale del Movimento 5 Stelle, Irene Galletti, hanno commentato la loro vittoria nel ricorso presentato alcuni mesi fa. E annunciato che, nonostante gli appelli che arrivano da Pd e da sindaco, non hanno alcuna intenzione di andare a un tavolo di trattativa. «Il Pd ha approvato il regolamento dei quartieri, il Pd non ha comunicato i nomi nei tempi previsti, il Pd ha poi votato, nonostante la nostra opposizione, le modifiche retroattive al regolamento poi annullate dal Tar - ha detto Pasquinelli -. E ora parla di democrazia negata? La democrazia si fa prima di tutto stando dentro alle regole decise in modo democratico e non cambiandole a colpi di maggioranza».

«Questa sentenza è un precedente importante - ha aggiunto Irene Galletti - perché ripristina la legalità e lo fa in uno dei tanti Comuni-feudo del Pd. Tutta la Toscana è un feudo del Pd e l’azione del Movimento 5 Stelle è orientata proprio a contrastare questa tendenza, dalla parte dei cittadini».

L’annullamento delle nomine è già efficace, ha poi spiegato l’avvocato Claudio Fiori che ha curato il ricorso davanti al Tar. Adesso il Comune dovrà provvedere alla surroga dei nomi del Pd pescando fra gli altri partiti, a termini di regolamento. Quindi servirà una nuova ratifica del consiglio.

«La tempistica del regolamento è molto rigida - spiega -, per cui l’Amministrazione dovrà muoversi in fretta». Il regolamento dei quartieri recita infatti: “Il sindaco provvede a comunicare ad ogni formazione politica che ha preso parte alle elezioni il numero dei seggi ad essa spettanti per ogni quartiere. Entro e non oltre 20 giorni dalla data di ricezione di cui sopra, le formazioni politiche dovranno far pervenire i nominativi dei loro candidati al sindaco”. E ancora: “Nel caso in cui una o più formazioni politiche non ritengano di presentare le proprie indicazioni o comunque non rispettino i tempi previsti, si procede all’assegnazione dei seggi vacanti fra le altre formazioni politiche sempre rispettando il quoziente elettorale”.

Il Pd, un anno fa, non comunicò i nomi in tempo, per questo a novembre 2014 furono fatte le modifiche al regolamento, poi annullate dal Tar.

«Dovranno essere sostituiti - conclude l’avvocato Fiori - solo i rappresentanti del Pd. Quelli degli altri partiti restano e di queste forze politiche, presenti in consiglio, saranno i nuovi. Tre di loro (Enzo Papi, Francesco Gaeta, Annalisa Trio, ndr), del Movimento 5 Stelle, sono tra i firmatari del ricorso insieme a Daniele Pasquinelli».

Callaioli. Il consigliere di Rifondazione commenta: «Non abbiamo partecipato al processo perché ritenevamo non fosse una problematica prioritaria, ma eravamo del tutto convinti che il ricorso fosse fondato. E ora i consiglieri di quaritere nominati dal Pd sono fuori. Lo abbiamo spiegato in tutte le salse, nelle commissioni, nella conferenza capigruppo e in consiglio comunale, che quell'interpretazione retroattiva era un’aberrazione giuridica e politica. E quando Rifondazione offrì loro una soluzione ragionevole, il Pd rispose picche. A questo punto ci hanno sbattuto il grugno. Però, ora sarebbe anche giusto parlare delle responsabilità politiche e giuridiche di chi ha ordito politicamente e tecnicamente quella aberrante delibera. Ma le parole dimissioni e revoca di incarichi non appartengono allo stile di questa maggioranza e dei suoi fedelissimi».

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