Il Tirreno

ORA UN ALTRO SFORZO PER LA 398

di CRISTIANO LOZITO

di CRISTIANO LOZITO Al cronista che gli chiede se è contento di aver finalmente chiuso una pratica lunga e accidentata che lo ha portato a diventare il proprietario della seconda azienda siderurgica...

2 MINUTI DI LETTURA





di CRISTIANO LOZITO

Al cronista che gli chiede se è contento di aver finalmente chiuso una pratica lunga e accidentata che lo ha portato a diventare il proprietario della seconda azienda siderurgica italiana, monsieur Rebrab risponde così: alza le spalle, poi fa un sorriso e un gesto circolare con l’indice della mano destra. Un gesto facile da interpretare, in linea col personaggio: «Ve lo dirò fra un po’, nemmeno abbiamo cominciato».

È questa la mentalità che lo ha portato a grandissimi risultati imprenditoriali anche fuori dai confini dell’Algeria, è questo che la città le cui fortune sono ancora in gran parte legate all’auspicato successo di questo imprenditore algerino, deve capire: la firma di ieri è un primo passo, nulla è scontato, tante sono le montagne da scalare, ci sarà molto da lavorare per vedere la luce.

Del resto questa è la sensazione che si avverte fra tutti i protagonisti dell’operazione che in otto mesi, quando la Lucchini sembrava destinata a diventare solo un laminatoio, ha portato a una soluzione che assegna una nuova chance alla città: grandi speranze, tanta determinazione, ma anche la convinzione che il progetto Cevital per Piombino è una scommessa, e che la partita è tutta da giocare.

Si parte, allora, con la consapevolezza del molto che c’è ancora da fare. E il nodo principale resta il gap infrastrutturale. Anche ieri, al Mise, un minuto dopo la firma, questo era il tema delle riflessioni generali. L’imprenditore che ha creduto in Piombino mette molti soldi, molti ne ha messi anche il pubblico, considerando gli investimenti fatti da Governo e Regione sul porto e nelle bonifiche. Ma serve un altro sforzo economico, e la Regione può essere ancora la chiave di volta. Perché il porto reclama già nuovi spazi, e i progetti in campo (Saipem, San Giorgio, Fratelli Neri, General Electric, gli altri affari su cui sta lavorando l'Autorità portuale, Solmine, Dalmine solo per fare due esempi industriali, o le compagnie di navigazione che scelgono Piombino per le crociere) compresi quelli di Cevital, impongono uno sforzo economico per completare finalmente la strada 398, e per modernizzare la linea ferroviaria. Solo così avranno un senso gli investimenti già fatti, solo così Piombino potrà davvero iniziare a correre.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa