Il Tirreno

«Rischi di divisioni, il faro è l’accordo»

I sindacati accusano chi dà una lettura catastrofista della situazione: «Vigileremo da subito»

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PIOMBINO. «Il 30 giugno è una data importantissima per Piombino, con la firma dell’Accordo di programma al Mise, e il rogito dell’acquisto dal notaio da parte di Cevital».

Così si esprimono Fim, Fiom e Uilm: «Dal primo luglio quindi ci sarà Aferpi, partono i nuovi contratti, le nuove discussioni, vigileremo dal primo giorno la correttezza dell’organizzazione del lavoro, dell’applicazione delle norme di sicurezza, del contratto di solidarietà, nonché eventuali discriminazioni nella scelta del personale».

Sono polemici i sindacati col gruppo che si definisce “Minoranza sindacale”: «Leggiamo sulla stampa – dicono – i consigli e le richieste di alcuni Soloni sul Tfr dei lavoratori Lucchini. Questi soggetti arrivano in forte ritardo, il sindacato né di maggioranza né di minoranza, quello che parla con le cose fatte e non dice ad altri cosa deve fare, aveva stabilito con il commissario come potersi muovere, purtroppo il ricorso in Cassazione ha bloccato questa possibilità. Ciò nonostante in rapporto con l’Inps, che verificherà ogni possibilità, abbiamo portato a esempio situazioni analoghe che hanno comunque consentito il pagamento di quelle spettanze».

«Spiace constatare – proseguono – che c’è sempre chi dà una lettura pessimista e catastrofista, non comprendendo che continuare a screditare l’azione del sindacato determina anche un indebolimento dell’azione di tutela ai lavoratori, e facendo finta che le assemblee dei lavoratori e il voto del referendum non siano un fatto democratico accertato. L’importante è dimostrare di esistere, chiedendo ad altri l’onere del lavoro per produrre le risposte».

Fim, Fiom e Uilm si dicono «consapevoli del momento difficile, presto vivremo la divisione dei lavoratori, tra chi sarà cig e chi in solidarietà, e il nostro faro sarà l’accordo che prova a tutelare tutti, creando un contenitore da svuotare col progressivo reinserimento di tutte le maestranze, fino al suo completamento previsto per il 6 novembre 2016. L’obiettivo è far ripartire la fabbrica e con essa il lavoro che vede un futuro, attraverso le bonifiche ma anche attivando la formazione professionale, perché quando queste saranno terminate sarà determinante creare i posti di lavoro per i lavoratori delle imprese e per le nuove generazioni. Questo tema – concludono – lo chiariremo alle assemblee dei lavoratori come sempre è stato fatto».

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