Il Tirreno

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la centrale enel e l’outlet Sono gli enti locali a dover dare la linea È uscita l’ipotesi di destinare la ex centrale Enel di Tor del sale a un centro commerciale outlet e stiamo assistendo alle...

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la centrale enel e l’outlet

Sono gli enti locali

a dover dare la linea

È uscita l’ipotesi di destinare la ex centrale Enel di Tor del sale a un centro commerciale outlet e stiamo assistendo alle prime prese di posizione favorevoli o contrarie. La prima cosa che viene alla mente è la giustezza dello smantellamento di una centrale che da troppo tempo è completamente inutile e improduttiva, per pensare ai lavoratori però non possiamo far creare altro danno al territorio. Questi territori hanno bisogno di essere vitalizzati, di portare al loro interno quelle proposte che possono aiutare il cammino di uno sviluppo inclusivo di tutte le potenzialità di ogni settore, sia produttivo che di servizio, evitando idee bislacche che di fatto cercano di costruire punti di aggregazione insignificanti per il rilancio economico di un’area, anzi sono peggio, cercano di trasferire la centralità commerciale fuori dai canali naturali di sempre. Con questa ipotizzata riconversione della centrale si verrebbe a creare un centro commerciale che potrebbe rappresentare una centralità completamente estranea al tessuto produttivo e di servizio sia di tipo commerciale che produttivo, in netta contrapposizione al tessuto esistente nei vari centri. Ancora una volta viene portato in evidenza il grande limite di un’assenza totale di riflessioni a più voci sul futuro che vogliamo. Le nostre istituzioni invece di vivere alla giornata avrebbero il dovere di presentare la loro capacità di programmazione e di vera conduzione dell’economia. Solo da una riflessione a tutto campo guidata dalle istituzioni può nascere una linea di nuovo sviluppo concreto e soprattutto necessario al futuro che vogliamo dare ai territori. Sul piano commerciale nei nostri centri, tutti, abbiamo aree da valorizzare e rilanciare, sia i centri storici che le periferie, con l’accortezza di svolgere un ruolo di raccordo tra la produttività e la valorizzazione. Dentro quelle linee debbono trovare spazi anche gli imprenditori, che non possono camminare come se fossero i padroni del vapore. E’ dunque il territorio che deve indicare le linee programmatiche del futuro e agli enti locali spetta non rimanere inermi in attesa di dare pareri su progetti di altri, ma sono proprio loro che debbono tracciare le strade nuove su cui far camminare l’economia. Discutere senza obiettivi generali coinvolgenti delle potenzialità del territorio è perdita di tempo, ma soprattutto è debolezza della politica, che deve smetterla di rimanere in attesa di idee altrui, deve mettere in campo le proprie dopo un largo confronto con la popolazione. Se non riesce far questo la politica rinuncia al proprio ruolo e lascia ampi spazi al degrado del proprio territorio.

Walter Gasperini

(Suvereto)

baratti

Parcheggi più cari

ma zero servizi

Ormai è da anni che io e la mia famiglia milanese facciamo le nostre ferie per almeno un mese a Piombino. Posto dove mia moglie ritrova il luogo nativo di suo padre e che sin dalla nascita e sino ai 16 anni ha frequentato proprio nel periodo estivo. Ho sempre fatto il pass per parcheggiare a Baratti con un costo di 35 euro per 15 giorni escluse le domeniche. Quest'anno la bella sorpresa: 40euro per 7 giorni consecutivi. Aumento per niente giustificato visto che nulla è cambiato. Strade per niente riasfaltate, strisce appena visibili... Ma la beffa più grande è che non sono riuscito a posteggiare. Chissà se chi ha valutato e deciso questo costo ha mai pensato questo fatto. Cioè che non dando a questo prezzo un posto assegnato, non avrebbe causato al turista un notevole disagio. Ma vi fa piacere di avere turisti o no? Forse sarebbe opportuno valutare dei correttivi.

Giulio Quartieri

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