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Esa, dimezzati i costi per il trasporto dei rifiuti

Rifiuti nel deposito dell’Esa di Portoferraio
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Rifiuti nel deposito dell’Esa di Portoferraio

Portoferraio, la società ottiene una nuova classificazione del servizio di “traghettamento”. Il costo per ciascun viaggio della spazzatura passa da 240 a 120 euro

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PORTOFERRAIO. Ci sono voluti anni ma, alla fine, Esa ha avuto ragione. I rifiuti trasportati via traghetto non sono da classificare come “speciali”, bensì come rifiuti solidi urbani standard. La traduzione? La società, grazie alla nuova interpretazione della norma, potrà dimezzare i costi per il trasporto dei rifiuti dall’isola al continente che, dal 2012 fino ad oggi, erano particolarmente esosi. Altro che continuità territoriale. Basti pensare che i soldi necessari per compiere le analisi della spazzatura da imbarcare nelle stive delle navi, tra autorizzazioni e spese varie, arrivavano a pareggiare il costo del biglietto.


Il problema si è creato sulla base di un’interpretazione particolare della norma sul trasporto via mare dei rifiuti. «Interpretazione che è cambiata nel 2012 quando – spiega il presidente di Esa, Idilio Pisani – i rifiuti trasportati sono stati identificati come speciali, per ragioni legate alla sicurezza della navigazione. Una situazione paradossale, considerato come gli stessi rifiuti fossero considerati standard nell’ambito dei trasporti in isole minori come Ischia e Capri. Paradossale anche considerato come, ormai da anni, l’Elba può contare su impianti di trattamento che separano e lavorano i rifiuti a terra, prima del trasporto per il conferimento in discarica».
Dal 2012 il trasporto dei rifiuti in continente, insomma, è venuto a costare il doppio. E a farne le spese, di conseguenza, sono stati gli utenti che hanno scontato l’aumento nella bolletta.


Dal 2012 la società Esa è stata impegnata in un lungo e faticoso percorso di ricerca, necessaria per porre le basi a una interpretazione diversa della norma. Il risultato è arrivato poco più di un mese fa, quando Esa ha finalmente ottenuto una diversa classificazione dei rifiuti caricati sui traghetti. Un trasporto marittimo che, così, è passato dai 240 a viaggio spesi fino a un mese fa ai circa 120 euro.
Per ottenere una lettura più morbida della legge la società ha commissionato uno studio alla Assoshipping Elba, specializzata in trasporto marittimo, fa cui si è aggiunto l’interessamento dell’Arpat e dalla Capitaneria di porto nazionale.
Il risultato, ovviamente, è stato accolto con soddisfazione dalla società Elbana Servizi ambientali che adesso, tuttavia, chiede uno sforzo ulteriore ai sindaci dei Comuni elbani.
L’obiettivo è quello di ottenere delle agevolazioni, in quanto servizio pubblico, sui biglietti per il trasporto dall’isola al continente. Un alleggerimento della tariffa sarebbe un’ulteriore boccata di ossigeno per gli utenti elbani.
 

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