Italia
«Portualità decisiva per l’economia»
A Poggio all’Agnello il convegno degli ormeggiatori. Non c’era il ministro Delrio
PIOMBINO. “Il modello italiano del servizio di ormeggio è da esportare o da rottamare?”. È chiara la provocazione nel titolo del convegno nazionale organizzato ieri a Piombino dall'Angopi, l'Associazione Nazionale gruppi Ormeggiatori e Barcaioli Porti italiani.
Silvia Velo, sottosegretario all'Ambiente del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, ha anticipato il suo intervento rispetto a quanto previsto dall'ordine dei lavori per correre a lavorare sul problema della Sol. Ha voluto tuttavia sottolineare la soddisfazione e il grazie ad Angopi per la scelta di tenere su questo territorio l'annuale assemblea itinerante dell'associazione.
Il presidente Angopi Cesare Guidi ha annunciato un ordine del giorno di solidarietà per quei lavoratori, citati dal sottosegretario Velo, che rischiano il posto di lavoro e che sono in sciopero della fame.
Il comandante del porto di Piombino, Vittorio Vanacore, ha posto l'accento sul tema della «sicurezza produttiva, di cui di recente si parla spesso, e non a caso, quale presupposto alla crescita del porto di Piombino. Questo penso sia ben noto ma ciò che conta è che si stia dando esempio di buona gestione, di cultura della sicurezza, di capacità di chi è chiamato a regolare professionalità, di alto valore sociale e di alto livello, così ben qualificate che hanno dato prova di saper operare sempre e solo per il bene del porto, di sapersi sacrificare per la collettività, pensando prima a dare che a chiedere».
La giornata di riflessione - al resort Poggio all'Agnello - è stata occasione per un confronto tra operatori del settore portuale e rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria, dei sindacati e dei partiti, all'indomani della pubblicazione del nuovo Piano della portualità e della logistica elaborato dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, guidato da Graziano Delrio, invitato ma non presente.
Marco Filippi, VIII commissione del Senato, ha ribadito alla platea: «Non è colpa del parlamento se la Riforma è ferma. Occorre un Governo che prenda davvero a cuore il problema della portualità». Perché oltre a un sistema portuale è necessaria anche una visione politica di sviluppo della portualità.
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