Italia
L’asilo è ancora ko, mamme in rivolta
Dopo 4 mesi dal cedimento del tetto il futuro della materna di San Giovanni non è chiaro: «Il sindaco ci deve delle risposte»
PORTOFERRAIO. «La misura è colma». Le madri degli alunni della scuola materna di San Giovanni usano queste parole. in un’accorata lettera di protesta, per descrivere il loro stato d’animo per le difficoltà nei lavori di sistemzione dell’edificio scolastico. Lo scorso marzo il tetto dell’asilo ha ceduto. I bambini hanno concluso l’anno scolastico a Carpani. Nel frattempo il Comune di Portoferraio ha avviato i lavori di somma urgenza. Lavori che, tuttavia, stanno andando a rilento.
«Non solo i nostri bambini hanno probabilmente rischiato la vita, non solo sono stati spostati in una struttura vuota che è rimasta tale se non per i nostri interventi, non solo abbiamo dovuto richedere noi un incontro col sindaco per sapere quale sarebbe stato il futuro scolastico dei nostri figli, non solo ci siamo dovute affidare a voci di corridoio per sapere che cosa stesse succedendo e come si si stesse evolvendo la situazione, ma addirittura il Comune è rimasto in silenzio nonostante ben due richieste scritte e protocollate», scrivo le madri degli alunni, particolarmente arrabbiate.
Erano state le maestre, lo scorso febbraio, a ricevere i tecnici del Comune, interpellati per le continue perdite di acqua dal tetto di una classe. Dopo il sopralluogo sono state pulite le grondaie ed è stato assicurato che non c'erano pericoli per l'incolumità dei bimbi. «Nemmeno due settimane più tardi, all'ennesima perdita – raccontano le madri – qualcuno si è finalmente reso conto che quel rischio c'era. Tutti gli alunni sono stati fatti evacuare, o meglio, è stato comunicato alle maestre che i bimbi dovevano lasciare l'edificio. E' stato mandato un pulmino dal Comune, è vero, ma in quel delicato frangente le docenti sono state lasciate completamente sole, sotto una pioggia battente, a far la spola fra San Giovanni e la scuola materna di Carpani che li ha accolti».
Le rappresentanti di classe hanno richiesto una riunione col sindaco: «Ci ha assicurato che subito dopo Pasqua, giorno più, giorno meno, l’asilo di San Giovanni sarebbe stato riaperto. Dopo questo incontro ci siamo dovute affidare a voci di corridoio, più o meno fondate: pare che un'altra parte del tetto abbia ceduto, sembra che non ci siano i soldi per ulteriori lavori, sembra che i soldi si sarebbero potuti richiedere ma nessuno si sa mosso. La verità è che non importa niente a nessuno. Sicuramente non al sindaco e alla sua amministrazione che non si è più degnata di farci sapere niente».
Le rappresentanti di classe vogliono sapere, una volta per tutte, quale sarà il futuro dell'asilo di San Giovanni. «Se verrà riaperto – chiedono – o se i nostri bimbi dovranno vivere un altro anno come ospiti in una struttura che non ci sembra idonea a contenere così tanti alunni e che comunque, possiamo dirlo con sicurezza, limita l'attività didattica di entrambi gli istituti. Infine ci chiediamo anche perché presso l'asilo sia sempre aperto il cantiere, fermo ormai da tre mesi, ma soprattutto a spese di chi. Immaginiamo che lasciare gru e ponteggi comporterà un costo per la ditta esecutrice, che inevitabilmente ricadrà su tutta la comunità. Ma è ipotizzabile anche un danno alla comunità ancor maggiore che potrebbe vedersi privata di un bene pubblico che se lasciato in tale stato non sarà più recuperabile se non a fronte di spese ben maggiori».
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