Sicurezza
Anche Suvereto ospita i primi profughi
La struttura prescelta è il casale La Vivalda, a San Lorenzo. Il sindaco Parodi: «Accogliere è un dovere civile e umano»
SUVERETO. Sono 14 e arrivano da diverse regioni dell’Africa i primi profughi ospitati dalla comunità di Suvereto. Alcuni sono arrivati nella notte, sbarcati in aereo a Pisa e poi, dopo la registrazione alla prefettura di Livorno, accompagnati a Suvereto. Altri li raggiungeranno nelle prossime ore.
Sono tutte persone giunte con i barconi nei giorni scorsi in Sicilia, smistate temporaneamente a Catania e Siracusa e destinate in Toscana.
I profughi sono ospitati in un casale ristrutturato, alla Vivalda, in località San Lorenzo. A gestirli, l’associazione no profit Xenia (ex Homo Diogene), presieduta da Mauro Andreini e che si avvale di nuovi soci tra cui Gaby Lukusa Tshiela, mediatrice culturale e presidente dell’associazione “Sans frontiere” di Viterbo.
«Associazione e proprietari della struttura hanno dato disponibilità alla prefettura - dice il sindaco Giuliano Parodi - Ho ribadito più volte che le situazioni vanno governate e non subite, per questo mi ero attivato con il prefetto e con gli organi preposti per vigilare e seguire ogni evoluzione della cosa. Nei giorni scorsi con il prefetto Tiziana Costantino, le forze dell’ordine, l’ Asl e i vigili del fuoco abbiamo fatto un sopralluogo per verificare la struttura e le professionalità che lavorano nell’associazione. L’Asl ha dato parere positivo all’utilizzo della struttura indicando un numero massimo di migranti ospitabili, ovvero 40. Io ho dato una serie di indicazioni precise da rispettare perché siano ospitati nelle condizioni migliori per evitare qualunque tipo di problema. Per esempio ho fatto notare che manca un impianto di riscaldamento e che quindi bisogna provvedere, in vista dei mesi invernali».
Ieri mattina la prefettura ha comunicato al sindaco che quindi nella notte avrebbe inviato 14 profughi alla struttura di Suvereto sotto la sorveglianza dell’associazione che ne è direttamente responsabile.
«Avendo un filo diretto con la prefettura - spiega Parodi - sto seguendo ora dopo ora l’evolversi della situazione». Il sindaco ha poi annunciato che si sarebbe recato personalmente a Pisa nella notte a ricevere i profughi.
La Vivalda è un immobile composto da sei appartamenti, per un totale di circa 500 metri quadrati. Ci sono un campo sportivo, una palestra, una piscina. Ma l’obiettivo di Parodi, che giovedì ha fatto approvare in consiglio il primo protocollo d’intesa della provincia, è «fare integrazione seria dei migranti attraverso lo svolgimento di lavori socialmente utili, volontari e totalmente gratuiti».
Un ordine del giorno che, però, non è riuscito a mettere d’accordo maggioranza e minoranza, come spieghiamo nell’articolo qui sotto.
Parodi tira dritto e si dice convinto che «la nostra comunità saprà come sempre distinguersi nell’accoglienza e nell’integrazione, per dimostrare che un’emergenza se ben gestita non crea problemi ma può divenire risorsa. Perché accogliere non è solo un dovere istituzionale ma civile e umano proprio di tutti quelli che si riconoscono nei principi della nostra Costituzione e negli ideali che hanno fatto grande la nostra Italia dalla Resistenza alla nascita della Repubblica».
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