Il Tirreno

Sol, sciopero della fame di due sindacalisti

Sol, sciopero della fame di due sindacalisti

Musto e Santini (Filctem Cgil) protestano per gli otto lavoratori che rischiano la mobilità. Rossi: il ministero rispetti gli impegni

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PIOMBINO. «Abbiamo iniziato lo sciopero della fame, a oltranza. E se necessario passeremo anche a quello della sete. Da qui non ci muoviamo finché non avremo risposte sul destino dei lavoratori della Sol». A parlare è Stefano Santini, della segreteria Filctem Cgil, che col segretario Fabrizio Musto, dalle 16 di ieri, è davanti allo stabilimento Sol, in un presidio a cui partecipano anche i dipendenti. «Di solito queste forme di protesta le fanno i lavoratori – aggiunge Santini – stavolta c’è il sindacato in prima persona, perché siamo compagni, e la loro sofferenza è la nostra».

Il problema è che fra cinque giorni scade la cassa integrazione per otto lavoratori, e dal ministero del Lavoro ancora non arrivano risposte su una storia che pare oltre il limite dell’assurdo. Per una valutazione degli uffici ministeriali, infatti, con un cambio di iter burocratico che resta inspiegato, otto persone rischiano il posto di lavoro se non verrà rinnovato il secondo anno di cassa integrazione.

«Il Ministero deve rispondere sulla concessione della cigs ai lavoratori della Sol. E’ stato preso un impegno e deve essere mantenuto». Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenuto alla luce della notizia dello sciopero della fame ad oltranza avviato dai due sindacalisti. «Non è possibile che per una questione sostanzialmente procedurale – ha proseguito – si rischi di rovinare la vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Credo si debba fare di tutto per scongiurare questo epilogo e per restituire la serenità ai lavoratori facendoli accedere ad ammortizzatori già previsti dagli accordi».

Un altro anno di cig era il frutto di un’intesa legata a una ristrutturazione a cui è stato sottoposto lo stabilimento, con percorsi di ricollocazione del personale e mobilità, fino alla riduzione in un anno del 50% dei dipendenti, una delle condizioni individuata dal ministero per il via libera al secondo anno di cigs così che, raggiunto l’obiettivo, su indicazione del ministero era stato firmato un accordo in Provincia, convenendo col sindacato sull’inutilità di un viaggio a roma.

Una recente circolare degli uffici ministeriali ha invece comunicato alle parti che i rinnovi per il secondo anno di cigs da concedere in deroga saranno concessi, fino a esaurimento fondi, solo per le aziende i cui accordi erano a suo tempo stati firmati negli uffici del ministero a Roma.

Così otto lavoratori della Sol, se non interverranno fatti nuovi, dal primo luglio saranno in mobilità. Del caso si sono interessati il sindaco Massimo Giuliani, il sottosegretario Silvia Velo e l’ex assessore regionale Gianfranco Simoncini. Il 9 giugno proprio Simoncini aveva spiegato di aver scritto di nuovo al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e che «la sua segreteria ha risposto che il tema è all’attenzione del ministro e nei prossimi giorni dovrebbe essere oggetto di un approfondimento finale». Da allora però da Roma non sono più arrivate notizie.

«L’accordo sul secondo anno di cassa integrazione – spiega Musto – lo avevamo firmato in Provincia perché era stato il ministero a dirci di fare così, e su questo abbiamo ampia documentazione. Temo che ci sia un problema di copertura sulla cassa integrazione, ma quel che sta succedendo è inaccettabile in particolare in un territorio come quello piombinese dove c’è un Accordo di programma, e dove per ricostruire una situazione produttiva e occupazionale normale passeranno anni in cui gli ammortizzatori sociali saranno indispensabili».(cloz)

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