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Calidario, domenica le voci dal naufragio della Concordia

 Calidario, domenica le voci dal naufragio della Concordia

VENTURINA. Il 13 gennaio del 2012, alle 21.45’07”, la Costa Concordia comandata da Francesco Schettino sbattè contro lo scoglio delle Scole, al Giglio. Tre anni dopo, il 15 gennaio 2015, l’ormai ex...

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VENTURINA. Il 13 gennaio del 2012, alle 21.45’07”, la Costa Concordia comandata da Francesco Schettino sbattè contro lo scoglio delle Scole, al Giglio. Tre anni dopo, il 15 gennaio 2015, l’ormai ex comandante è stato condannato, in primo grado, a 16 anni di carcere per omicidio colposo plurimo, le vittime furono 32, naufragio e abbandono nave.

Il libro “Le voci della Concordia”, di Guido Fiorini e Angela Cipriano, che sarà presentato domenica 28 sera (21,30), nella splendida cornice del Calidario (modera Maria Antonietta Schiavina), ripercorre proprio questi tre anni. E lo fa in modo molto originale: attraverso le parole dei protagonisti: naufraghi, parenti delle vittime, soccorritori, accusa e difesa, parti civili.

Nel libro fra gli altri parlano il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, il parroco don Lorenzo, Kevin, il fratello di Russel Rebello, l'ultima vittima ritrovata sulla nave, e poi Concetta, la sorella di un'altra vittima, Luisa Virzì. Raccontano la loro esperienza anche il comandante della Capitaneria di porto Gregorio De Falco, l'ex capo della protezione civile Franco Gabrielli, ora prefetto di Roma, il cartografo di bordo, Simone Canessa.

L'incontro con gli autori al Calidario avviene alla vigilia della pubblicazione delle motivazioni della sentenza di primo grado, prevista per il 13 di luglio. Sarà quindi l'occasione per parlare dell'aspetto giudiziario, a partire dalla “colpa cosciente” riconosciuta per il naufragio e anche della scelta dei giudici di negare l'arresto dell'ex comandante.

«Abbiamo voluto far raccontare - dicono gli autori - questi 1124 giorni ai protagonisti che li hanno vissuti, con una serie di interviste esclusive, comprese quelle ad alcuni che non hanno mai voluto parlare con nessuna testata giornalistica e hanno scelto di aprire il cassetto delle loro emozioni solo con noi. Questo non è un libro che sposa una tesi, non difende o accusa nessuno, ma offre strumenti per farsi una propria idea». Nel libro la cronaca si intreccia con i ricordi, il dolore, l'impegno, la commozione. Non solo date, numeri e nomi, ma la vicenda umana di chi era sulla nave, al Giglio, in aula a Grosseto e di chi nel naufragio ha pagato un prezzo altissimo per la perdita di una persona cara.

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di Redazione web