Il Tirreno

IL CASO

Sciopero della fame per salvare i lavoratori Sol di Piombino

Cristiano Lozito
Il presidio della Flctem Cgil davanti alla Sol
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Il presidio della Flctem Cgil davanti alla Sol

La cig scade tra 5 giorni. Davanti allo stabilimento Santini e Musto della Filctem Cgil: "Finché il ministero del Lavoro non risponde resteremo qui"

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PIOMBINO. "Abbiamo iniziato lo sciopero della fame e se necessario passeremo anche a quello della sete.  Da qui non ci muoviamo finché non avremo risposte sul destino dei lavoratori della Sol". A parlare è Stefano Santini, della segreteria Filctem Cgil, che col segretario Fabrizio Musto, dalle 16 di giovedì 25 giugno, è davanti allo stabilimento Sol, in un presidio a cui partecipano anche i lavoratori. "Di solito queste forme di protesta le fanno i lavoratori _ aggiunge Santini _ stavolta c'è il sindacato in prima persona, perché siamo compagni, e la loro sofferenza è la nostra".

Il problema è che fra cinque giorni scade la cassa integrazione per otto lavoratori, e dal ministero del Lavoro ancora non arrivano risposte su una storia che pare oltre il limite dell'assurdo. 

Per una valutazione degli uffici ministeriali, infatti, con un cambio di iter burocratico che resta inspiegato, otto persone rischiano il posto di lavoro se non verrà rinnovato il secondo anno di cassa integrazione. Un altro anno di cig che era frutto di un accordo legato a una ristrutturazione a cui è stato sottoposto lo stabilimento, secondo il quale attraverso percorsi di ricollocazione del personale e mobilità, i dipendenti erano stato ridotti in un anno del  50%. Questa era una delle condizioni  individuata dal ministero per il secondo anno di cigs, obiettivo ampiamente raggiunto. L'accordo di cigs, su indicazione del ministero, era stato firmato alla Confindustria di Livorno convenendo col sindacato sull'opportunità di non recarsi negli uffici dello stesso a Roma. Una recente circolare degli uffici ministeriali ha invece comunicato alle parti che i rinnovi per il secondo anno di cigs da concedere in deroga saranno concessi, fino a esaurimento fondi, solo per le aziende i cui accordi erano a suo tempo stati firmati negli uffici del ministero a Roma.

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Questi otto lavoratori, se non interverranno fatti nuovi, dal primo luglio saranno in mobilità. Del caso si sono interessati il sindaco Massimo Giuliani, il sottosegretario Silvia Velo e l'ex assessore regionale Gianfranco Simoncini. Il 9 giugno proprio Simoncini aveva spiegato di aver scritto di nuovo al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e che "la sua segreteria mi ha risposto che il tema è all'attenzione del ministro e nei prossimi giorni dovrebbe essere oggetto di un approfondimento finale". Da allora però da Roma non sono più arrivate notizie.

"L'accordo sul secondo anno di cassa integrazione _ spiega Musto _ lo avevamo firmato in Provincia perché era stato il ministero a dirci di fare così, e su questo abbiamo ampia documentazione. Temo che ci sia un problema di copertura sulla cassa integrazione, ma quel che sta succedendo è inaccettabile in particolare in un territorio come quello piombinese dove c'è un Accordo di programma, e dove per ricostruire una situazione produttiva e occupazionale normali passeranno anni in cui gli ammortizzatori sociali  saranno indispensabili".

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