La protesta
Borse, cesti e cornici dalla carta di giornali, patatine oppure snack
Quando il riciclaggio diventa fantasia, moda e colore Ecco “Arte in carte” di Silvia Durantini (tutto fatto a mano)
PIOMBINO. Riciclaggio che diventa fantasia, moda, colore. Così nasce “Arte in carte”, linea di borse e articoli per la casa studiati e fatti a mano, uno per uno. Nel caso, il riuso è completo: cioè non si ferma alla raccolta differenziata.
«Sì lo so… sono maniacale anche in cucina quando separo l'umido da plastica e quant'altro!» sorride, Silvia Durantini mentre racconta quest’ultima “avventura” (quando purtroppo la differenziata standard nelle case, neppure quella è così diffusa per tutti) con oggetti realizzati da qualunque ex contenitore di carta & c. per ben altro uso.
40 anni, da Populonia, dopo molto domicilio itinerante è approdata ad Assisi; qui per sollecitudini familiari - marito presente, ma professionalmente impegnato e tre figli tutti maschi di 10, 8 e mezzo e tre anni - che le impediscono di dedicarsi alla professione di ottica contattologa (“...ma la mia professione ufficiale è la mamma...” sottolinea in un soffio) Silvia ha trovato la giusta via per poter creare sempre di nuovo: «A volte – spiega – faccio anche un giro in discarica a recuperare mobili che poi restauro e sono stata a lungo appassionata di patchwork e ricamo. Magari da un pezzo di legno sulla spiaggia è nato un portachiavi da muro unico, se mi viene un’idea devo proprio promuoverla...».
Insomma tipa tosta e con la giusta applicazione del significato delle parole, mette a frutto del tempo prezioso. Perché Silvia non è ambientalista per caso, è passata ai fatti. Ed eccoci a questa linea che procede direttamente dal riuso dei materiali residui per realizzare cose colorate, belle, valide. Come? «Qualche tempo fa da Istanbul amici mi hanno inviato la foto di un porta occhiali con tutti questi quadratini colorati, in sovrapposizione; l'ho visto mi sono innamorata e ho fatto delle ricerche su come si potevano fare realizzazioni simili. Questo tipo di artigianato nasce dalla manodopera dei paesi poveri, Brasile America del sud». Del resto creatività ed arte in famiglia non mancano, confessa: «I miei nonni materni avevano tre gioiellerie su Ponte Vecchio, a Firenze. Il mio babbo? Dalla Kodak di Milano per amore della mamma ha fatto il fotografo per una vita a San Vincenzo...». Dunque ecco le borse che sono fatte col riciclo degli imballaggi (più che della carta di per sé), cioè quei materiali multicomponente carta/cartone/plastica/alluminio, tipo buste per alimenti per patatine, per snacks, chewing gum di cui peraltro è piu' complesso anche lo smaltimento. Poi gli oggetti per la casa, cestini o vassoi, che sono fatti con carta di riviste, della pubblicità nella posta (Silvia dev'essere l'unica a cui piace riceverla...) arrotolata in tanti piccoli tubi su un lungo stecchino e usata a mo' di giunco di una volta per fare panieri o vassoi (stessa tecnica usata nel passato col vinco vero per coprire i fiaschi di vino e le damigiane); le scatole “nascono” da quel che resta della carta dei giornali. Tutto con colori che parlano di mare, cielo, spiagge. Cornici per specchi e fotografie, direttamente dagli involucri delle uova: con fiori come appena recisi. Tutto reperibile non solo nei mercatini d’artigianato, ma anche sulla pagina social “Arte in carte”.
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