Il Tirreno

Il Consiglio di Stato dà ragione a Esaom

Il Consiglio di Stato dà ragione a Esaom

Respinto il ricorso di Aethalia sulla realizzazione del progetto del Porto Cantieri di Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Esaom Cesa resta a tutti gli effetti il soggetto attuatore del progetto del Porto Cantieri. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso in appello presentato dalla società Aethalia Marine Services, contro il Comune di Portoferraio e nei confronti della società Esaom Cesa.

La società Aethalia aveva impugnato la selezione pubblica del novembre 2012, portata a termine dall’amministrazione comunale di Portoferraio per la realizzazione delle previsioni della variante al regolamento urbanistico e del piano regolatore portuale del Porto Cantieri stabilendo, tra l’altro, che i concorrenti avrebbero dovuto dimostrare la titolarità, in toto, delle aree private ricomprese nell’ambito portuale, Aethalia, senza aver partecipato alla gara, ha proposto ricorso al Tar, impugnando l’avviso nella parte in cui faceva riferimento alla titolarità delle aree private incluse nell’ambito portuale. Nel giugno del 2013 il Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile per la mancanza, in capo al ricorrente, «della capacità economico finanziaria – si legge nelle sentenza – necessaria per l’acquisizione delle aree, per l’assunzione delle concessioni demaniali e per la realizzazione degli investimenti previsti». Aetahlia Marine Services ha impugnato la sentenza del Tar, presentando ricorso al Consiglio di Stato. L’udienza si è tenuta nel mese di maggio e in questi giorni è stata pubblicata.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto corrette le critiche mosse dalla società ricorrente alla sentenza, nella parte in cui veniva addebitata alla società la mancanza di capacità economico finanziarie per acquisire le aree private. Ma, nonostante la fondatezza delle argomentazioni, il Consiglio di Stato non ha considerato inammissibile il ricorso. Tra i motivi che hanno portato a respingere il ricorso il fatto che Aethalia Marine Services non aver dimostrato di essere un’impresa operante nel campo della cantieristica o della realizzazione e gestione di porti, condizione che avrebbe legittimato l’agire della società.

L’appello è stato dunque respinto seppur, data la particolarità della questione trattata, tutte le spese legali sono state compensate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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