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Acquario bello ma sempre chiuso. Bedini: «Il personale non basta»

Francesca Lenzi
Una tartaruga mentre nuota nella vasca di un 
acquario
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Una tartaruga mentre nuota nella vasca di un acquario

Il direttore dell’Istituto di biologia marina lancia una proposta: darlo in gestione a un’associazione. Ma l’assessore Ferrini è scettico: «Sarebbe un problema anche per i tempi, comunque vediamo»

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PIOMBINO. È possibile vedere la muraena helena, il conger conger, l’echinaster sepositus e tanti altri animali marini, più o meno noti, all’acquario mediterraneo di via Mazzini. Il bel tempo incoraggia le passeggiate di residenti e turisti che, visitando il centro storico, potrebbero aver voglia di entrare all’acquario; il condizionale è però d’obbligo.

La struttura è infatti quasi sempre chiusa a eccezione del sabato sera, dalle 21,30 alle 23,30. A dire il vero l’orario di apertura estivo prevede che si possa visitare anche dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30, ma occorre citofonare alla sede all’Istituto di biologia ed ecologia marina che gestisce il servizio, in piazza Bovio 3/4, in palazzo Appiani, a fianco dell’entrata per gli uffici comunali.

È possibile poi richiedere una visita pomeridiana, telefonando allo 0565 225196, dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12,30. Visita che all’acquario costa 3 euro, ma i bambini fino ai 6 anni entrano gratis. Stessa storia per il museo degli animali marini, dove però l’ingresso è per minimo 6 persone con percorso guidato tenuto da un biologo della durata di un’ora, al costo di 5 euro a persona.

Insomma, per farla breve, un turista o un piombinese che passano da via Mazzini la porta dell’acquario la trovano aperta solo il sabato sera. Per il resto, si citofona o addirittura si prenota. Il motivo è presto detto e lo chiarisce il direttore dell’Istituto di biologia ed ecologia marina, Roberto Bedini: «Mancano le risorse umane per tenerlo aperto – sostiene – Purtroppo più che non far lavorare il personale il venerdì per alternarlo il sabato sera non possiamo fare. Dopo aver eseguito diversi lavori, come l’impianto di raffreddamento, l’acquario è perfetto, tenuto bene; resta però il problema del personale. Per questo vorremmo che fosse qualcun altro a gestirlo, magari un’associazione».

L’idea di Bedini è chiara: non abbiamo personale per garantire una continuità di apertura all’acquario che tra l’altro, secondo un rapido calcolo, è costato dal 2012 a oggi 5mila euro all’anno; anche se non è solo la spesa ad affliggere Bedini: «I soldi sono il meno, anche se negli anni parliamo di centinaia di migliaia di euro. Siamo anche disposti a prendere il minimo dal biglietto, lasciando il più al nuovo gestore. Il problema grosso è avere una struttura ma praticamente tenerla sempre chiusa. Da parte nostra continueremmo a garantire tutta la parte tecnico-scientifica, delegando il servizio di apertura e chiusura, il cibo agli animali e le normali spese di gestione». I problemi di personale ci sono anche per il museo, ma qui il discorso è diverso: Lì parliamo di un percorso studiato con tanto di biologo – spiega Bedini – Il problema è sull’acquario. Piace a tutti, il Comune lo vuol tenere aperto per il turismo e noi saremmo contenti, ma va trovata una soluzione. Devo dire che questa amministrazione ha già dimostrato di voler collaborare e si è resa disponibile a migliorare un dialogo con noi».

E l’amministrazione in effetti ribadisce la volontà di puntare su una struttura che può attirare turismo: «Penso possa essere un’attrattiva di valore con un’importante varietà di flora e fauna delle nostre coste», dice il sindaco Massimo Giuliani. «L’istituto negli anni ha fatto un grosso lavoro tenendo aperto l’acquario, attingendo tra l’altro a proprie risorse – dice l’assessore Stefano Ferrini – Ora ci ha messo di fronte a una difficoltà oggettiva di risorse, prospettandoci alcune soluzioni che ci siamo impegnati a valutare». Un affidamento della gestione del servizio pare tuttavia poco probabile: «Vediamo – risponde Ferrini – Immagino che pure come tempi sarebbe problematico; comunque non è stato deciso ancora nulla. L’acquario è un servizio richiesto e gradito dai turisti, tanto che avrebbe bisogno di ulteriori investimenti per essere aggiornato agli standard degli acquari più moderni; intanto vogliamo cercare di tenerlo aperto, provando tutti a fare uno sforzo».

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