Sicurezza
«No a un’isola centro di accoglienza»
Gli Amici di Pianosa prendono posizione sull’ipotesi di trasformarla in una Ellis Island: è un paradiso ambientale
CAMPO NELL’ELBA. «Pianosa non è Ellis Island». Comincia così la presa di posizione di Luca Maria Foresi a nome dell'Associazione Amici di Pianosa, pronuciandosi sull'acceso dibattito nato dalla proposta de "Il Foglio" tesa a portare nei 10 kmq dell'ex carcere centinaia di migranti.
«L'isola è un “pezzetto” di Italia - dice il geologo nel comunicato - disposto ad accogliere, per motivi umanitari, coloro che hanno bisogno di assistenza, ma le difficoltà geografiche sono evidenti, e se anche queste si potessero superare con grande impegno di denaro pubblico, certo non si assolverebbe al compito umanitario. Pianosa ha un patrimonio edilizio rilevante dell'ex carcere, ma purtroppo completamente fatiscente e non utilizzabile, se non in minima parte e in modo approssimativo».
E la nota prosegue evidenziando che sull'isola non ci sono risorse idriche sufficienti, impianti di smaltimento per le acque reflue e molti altri impedimenti che non consentono l'accoglienza di una moltitudine di profughi. Problemi che si trascinano da tanti anni, irrisolti, qualsiasi sia l’utilizzo futuro dell’isola.
«La strada è segnata - prosegue Foresi - dai valori naturali e storici che rendono Pianosa idonea ad un turismo ambientale contingentato. Sono altri i modi da studiare e mettere a punto per risolvere il problema profughi e non entriamo noi nel merito. Se la proposta è una provocazione per tentare di raggiungere più velocemente una soluzione del problema, allora ben venga questo tentativo, perché il problema è grave e anche un singolo tentativo merita di essere perseguito. Se invece la proposta Pianosa ha il mero obiettivo di relegare i bisognosi lontano dalle nostre città a costi salatissimi, allora questo è inaccettabile».
Pianosa - dice ancora l'associazione pianosina - ha allontanato dalle nostre città, tramite il carcere, delinquenti e mafiosi e le due situazioni non sono minimamente paragonabili. Se questo fosse il vero motivo che ha messo “in ballo” Pianosa, cui si aggiungesse anche la strumentalizzazione politica locale, allora si starebbero costruendo una informazione distorta e un cattivo servizio alla collettività.
Pianosa ha l’unico destino di paradiso ambientale, va aiutata in questo percorso e sarà una ricchezza per il nostro Paese.
Accostare il nome dell’isola ad iniziative diverse la danneggia e fa regredire dai miglioramenti gestionali degli ultimi tempi che, seppur piccoli, hanno fatto ben sperare per il futuro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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