Il Tirreno

Casalp, a pezzi il soffitto delle scale

Casalp, a pezzi il soffitto delle scale

Residenti in allarme: «Il degrado è evidente ma nessuno interviene»

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PIOMBINO. Nuovi alloggi non ce ne sono e l’assegnazione di quelli di via della Pace non hanno mancato di sollevare proteste negli esclusi.

Anche perché restano tanti i problemi che affliggono gli inquilini che persino una casa popolare ce l'hanno già.

Nel gennaio scorso il crollo del soffitto nella cucina di un appartamento in piazza Dante (mentre la famiglia stava mangiando). A metà mattina del 22 giugno un boato ha fatto sobbalzare gli inquilini di uno dei palazzi Casalp di lungomare Marconi (al numero 63): stavolta è venuto giù il controsoffitto della rampa di scale che arriva al quarto piano. «Sì perché a fine marzo – ricordano gli inquilini, davvero preoccupati – sono franate fasce perimetrali e sotto balconi. E a parte mettere, come dicono i tecnici, la situazione in sicurezza non è stato fatto altro». Dunque come sempre i residenti hanno chiamato i vigili del fuoco del distaccamento di Piombino.

«Hanno verificato la situazione – spiega una delle residenti, che era in casa al momento del crollo – e ci hanno detto che appena ricomincerà a piovere rischiamo che venga giù tutto. Considerando che, all’ultimo piano, non è la prima volta che le stanze, le camere vengono invase dai calcinacci... non c’è proprio da sperare bene».

Recente la memoria di quanto accaduto nel marzo scorso. «Alle 5,30 mentre uscivo per andare a lavoro – ricorda un altro inquilino – chiudendo il portone ho sentito un rumore forte, ho guardato: pietre e calcinacci ovunque, venivano giù dai sotto balconi. Quando vennero i vigili del fuoco constatarono come strada per arrivare al nostro palazzo tutt'ora non sia agibile per i loro mezzi. L’area venne transennata – prosegue – e a breve arrivò la ditta designata da Casalp che però si è limitata a mettere in sicurezza , portando via i calcinacci.... nient’altro. Ora è venuto giù il soffitto delle scale ed il degrado della costruzione è sempre più evidente. C’è da aspettare che qualcuno sia colpito alla testa da un pezzo di muro perché si intervenga davvero?». Insomma resta il rischio calcinacci volanti a sorpresa.

Cecilia Cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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