Il Tirreno

mozione di Gelichi

«Il porto dell’Enel base logistica per l’acquacoltura»

«Il porto dell’Enel base logistica per l’acquacoltura»

PIOMBINO. Trasformare il porto petrolifero dell’Enel, ormai inutile, a base logistica delle imbarcazioni impegnate nell’acquacoltura, il cui imponente sviluppo proprio in questi giorni è stato...

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PIOMBINO. Trasformare il porto petrolifero dell’Enel, ormai inutile, a base logistica delle imbarcazioni impegnate nell’acquacoltura, il cui imponente sviluppo proprio in questi giorni è stato criticato dalla marineria piombinese. E’ quanto chiede Riccardo Gelichi, capogruppo di “Ascolta Piombino”, che presenterà una mozione nel prossimo consiglio comunale.

La premessa di Gelichi è quella che l’acquacoltura è appunto «un’economia in forte sviluppo negli specchi acquei di Piombino per cui il Comune si è dotato di un piano urbanistico con valenza d’utilizzo del demanio marittimo appositamente per incentivare queste nuove attività. Sono quattro le imprese interessate e sta per aggiungersi una quinta, tutte con una produzione stimabile mediamente intorno alle 1.000 tonnellate annue di prodotto vivo».

Considerato che le attività ittiche esercitate in alto mare comportano l’uso di mezzi navali di varie dimensioni, necessari per i vari approvvigionamenti e per le attività di commercializzazione dei prodotti, e che le società interessate necessitano già di una quindicina d'imbarcazioni, Gelichi sia «necessario ricercare una soluzione che garantisca, per il presente e per il futuro, un adeguato approdo da collocare nel tragitto più breve, capace di ospitare l’intera flotta costituita dai natanti delle varie imprese e anche singolarmente le attrezzature di terra d’ogni società».

Per questo il portavoce di “Ascolta Piombino”, visto che l’approdo petrolifero dell’Enel «sarà oggetto di destinazioni alternative a quella petrolifera in quanto la centrale termoelettrica cesserà le attività di produzione entro l’anno 2015», chiede con una mozione «di impegnare l’amministrazione comunale ad adottare come atto d’indirizzo tale necessità, e a definire a tal scopo il porto Enel, l’infrastruttura più adeguata da trasformare in base logistica per l’acquacoltura».

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