Toscana
«Bike sharing, 18mila euro buttati in mezzo ai rovi»
Il consigliere comunale Nurra ricostruisce la vicenda delle bici date a noleggio «La segnalazione attuale è un colpo di coda di una vicenda iniziata anni fa»
PORTOFERRAIO. Un progetto da 18mila euro, i cui i risultati, purtroppo, sono resi evidenti dalle foto scattate a pochi metri dal capannone del Comune.
Le biciclette abbandonate, ormai ammassi di rottami, tra le erbacce. È una storia molto lunga quella del bike sharing di Portoferraio. Il servizio fu introdotto nel 2008. Furono installate le rastrelliere nell’area portuale della città ma, di fatto, la novità - importante per riqualificare la città dal punto di vista ambientale - non è mai decollata.
«La storia del bike sharing viene da lontano ed è stata oggetto di varie interpellanze e mozioni nelle passate legislature e oggetto anche di molti articoli, sia sui giornali on line che su quelli cartacei – racconta il consigliere comunale Riccardo Nurra, consigliere comunale con delega al decoro urbano – Il progetto bici pubbliche era già fallito da tempo, e questi articoli sono solo colpi di coda, avendo trovato relitti sparsi in una zona di proprietà dei vigili del fuoco».
L’attuale consigliere di maggioranza ci tiene a ricostruire quanto accaduto dal 2008, anno di acquisto delle biciclette dall’ex amministrazione comunale, fino ad oggi.
«Le bici, successivamente all'acquisto, - fa presente Nurra – sono sempre rimaste all'aperto anche d'inverno. Per questo motivo hanno subito danni, a causa delle intemperie. E non sono mancati danneggiamenti da parte dei vandali».
Con il passare degli anni le biciclette si sono rapidamente sciupate. E in questi anni sono sparite dalla città.
«Le bici lasciate all'abbandono si sono naturalmente degradate e all'inizio della passata stagione estiva la Cisse, alla quale erano state affidate (prima le gestiva la polizia municipale) quando oramai erano rottami mi fece sapere che le cinque rimaste alle rastrelliere in piazza della Repubblica su venti comprate non erano più riparabili – sostiene il consigliere delegato Nurra – a quel punto furono ritirate (giugno -luglio 2014) perché inutilizzabili e tenute in custodia dalla Cisse. Furono smontate anche le due rastrelliere rimaste in piazza della Repubblica che non avevano più un senso, essendo desolatamente vuote e non adatte a contenere altre bici. Tutte le sollecitazioni del passato non hanno mai dato risultati e, così come era prevedibile, sono stati buttati 18.000 euro di soldi pubblici, danneggiando per di più anche l'immagine del Comune».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google