Il Tirreno

Pianosa nuova Ellis Island per i migranti

Pianosa nuova Ellis Island per i migranti

La trovata del quotidiano Il Foglio di Giuliano Ferrara, ma è subito un coro di no. Legambiente: «Un’altra bischerata»

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CAMPO NELL'ELBA. Pianosa in versione Ellis Island 2.0. Una sorta di centro di accoglienza / carcere dove sistemare i migranti del continente africano. L'idea, quanto meno singolare, lanciata dal giornale Il Foglio non piace al sindaco di Campo nell'Elba, Lorenzo Lambardi che, sull'argomento, ha deciso di intervenire in modo immediato. E non piace neanche a Legambiente, ormai abituata alle più strampalate ipotesi di utilizzo dell'isola ex carcere, compresa nel territorio del Parco nazionale dell'Arcipleago.

«Leggo l'articolo di Maurizio Crippa e ascolto le parole del direttore del Foglio a Otto e Mezzo di Lilli Gruber – commenta il sindaco Lorenzo Lambardi – per costoro la soluzione alla questione immigrati sarebbe una “gestione militare del fronte sud fatta in proprio, utilizzando Pianosa”. Tralasciando l'aspetto molto pittoresco del confinare dei disperati sull'isola ex carceraria, forse a questi signori andrebbe chiesto in quali strutture, con quali soldi e con quale logistica gestirebbero il tutto».

Sulla stessa linea Legambiente Arcipleago toscano: «Se la situazione dei migranti non fosse così terribile e drammaticamente mal governata e non si parlasse del destino e della vita di migliaia di esseri umani che fuggono dalle nostre guerre e da dittature che troppo spesso sono amiche dei nostri democratici governi, ci sarebbe solo da sbellicarsi dalle risate per la proposta di Crippa e Cerasa di trasformare in un grande centro di accoglienza del Mediterraneo per il riconoscimento dei migranti e il loro smistamento l’isola di Pianosa, uno scoglio piatto di 10 km2, senza fogne, che può attingere solo alla scarsa acqua sotterranea e con un patrimonio edilizio carcerario fatiscente che lo Stato ha abbandonato già prima della chiusura del Carcere nel 1997. Crippa e Cerasa forse pensano che Pianosa sia Lampedusa, ma li avvisiamo che se consultassero una qualunque carta geografica si accorgerebbero che Pianosa è a centinaia di miglia dalle coste africane, che fa parte a mare e a terra del Parco e che è una zona di conservazione speciale dell’Ue. Quindi la strampalata idea di confinare i migranti a Pianosa non solo sarebbe costosissima ed impraticabile, ma violerebbe anche qualche legge dello Stato e un paio di direttive europee».

L'associazione fa presente che mentre si parla sui giornali e in televisione di confinamento e schedatura di migranti nella nuova Ellis Island dell’Arcipelago toscano immaginata dal Foglio, lo «Stato italiano non riesce nemmeno a difendere il mare di Pianosa dall’assalto dei bracconieri, non riesce neanche ad autorizzare il Parco nazionale a mettere le telecamere di sorveglianza. E Crippa e Cerasa credono che a Pianosa sia tutto pronto chiavi in mano per confinarci qualche migliaio di poveracci per toglierli dalla vista degli italiani infastiditi dalla loro disperazione. Da non crederci».

«Quindi, anche se ormai è accertato che la vera maledizione di Pianosa è quella di attirare le bischerate come il miele gli orsi, così come è accertato che appena si parla di migranti nella testa di qualcuno si accende la lampadina “detenzione” e, per riflesso plavoviano, pensano subito a Pianosa - concludono da Legambiente - Crippa, Cerasa e quelli come loro la smettano, credendo di avere idee geniali, di prospettare soluzioni impossibili e finanziariamente, tecnicamente e logisticamente impraticabili».

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