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Redi, sindacato e istituzioni propongono la “solidarietà”

Redi, sindacato e istituzioni propongono la “solidarietà”

L’azienda prende tempo per valutare questa ipotesi ma per ora resta ferma sul piano che prevede 33 esuberi e la delocalizzazione di parte della produzione

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PIOMBINO. Il nuovo incontro di ieri tra istituzioni, sindacati, azienda e Confindustria, non è bastato a trovare una soluzione per la Redi (ex Dalpex), che a Ischia di Crociano produce tubi multistrato per uso termoidraulico e tubazioni per l’edilizia civile.

Il vertice era stato convocato e richiesto urgentemente dalle istituzioni (Regione, Provincia e Comune) per riprendere il confronto con l’azienda dopo l’incontro del 5 giugno, concluso formalmente con l’invito alla Redi a riflettere, prima di prendere decisioni, sulle varie opportunità aperte sul territorio, ma in realtà con un nulla di fatto.

Il piano della multinazionale franco-belga, annunciato il 20 maggio ai sindacati, prevede 33 esuberi su 69 lavoratori in organico nello stabilimento piombinese: 14 per la chiusura della logistica e il trasferimento di questo settore alla sede bolognese dell’azienda, gli altri per il il trasferimento in Polonia della produzione di tubi in propilene.

Al tavolo di ieri mattina erano presenti l’assessore regionale alle attività produttive e lavoro Gianfranco Simoncini, il sindaco Massimo Giuliani, il direttore generale della Redi, Alessandro Calvi insieme a Marco Inghilesi e a Francesco Caselli, Cgil, Cisl e Uil, i sindacati di categoria e le Rsu aziendali, Emanuele Bravin e Nedo Bertini di Confindustria.

Da parte delle istituzioni è stata rinnovata la richiesta all’azienda di riconsiderare la proposta iniziale per prendere in considerazione anche la possibilità di accompagnare questo momento difficile con l’utilizzo di ammortizzatori sociali.

Da parte della Regione è stata ribadita la disponibilità a trovare soluzioni che considerino i bisogni di tutti.

«Abbiamo sottolineato con forza che non è possibile perdere ulteriori posti di lavoro - dichiara il sindaco Massimo Giuliani - Ci sono altre aziende che stanno stringendo i denti per rimanere sul territorio, in un’area che presenta sicuramente prospettive di sviluppo industriale e logistiche. Crediamo in un rilancio del settore tenendo presente che ci sono 20 milioni di euro a fondo perduto per progetti di sviluppo e mantenimento del lavoro».

L’azienda ha confermato la volontà di mantenere a Piombino la produzione del multistrato, realizzato attualmente solo in questo sito, anche se i piani aziendali non prevedono ulteriori investimenti.

Così da far temere una prospettiva con poche certezze anche per chi lavora nel multistrato.

La trattativa quindi è ripresa nel pomeriggio con un tavolo tecnico ristretto tra azienda e sindacati per approfondire tutte le questioni, le proposte e le alternative dal punto di vista economico e sociale.

Ma anche in questo secondo appuntamento la proprietà non ha fatto che confermare l’intenzione di trasferire produzione e logistica, mentre i sindacati hanno proposto di sottoscrivere contratti di solidarietà in attesa di condizioni migliori.

«L’azienda - spiega Fabrizio Musto, segretario della Filctem Cgil provincia - è arrivata al tavolo confermando di voler trasferire logistica e produzione e chiedendo la mobilità per una parte dei lavoratori».

Viste le premesse, il confronto si è fatto acceso, più volte le trattative si sono interrotte e i rappresentanti dei lavoratori sono scesi ad aggiornare gli operai della Redi che, intanto, avevano aderito in massa allo sciopero indetto dai sindacati e stavano manifestando sotto il Comune di piombino.

«Dopo una ristretta sindacale - prosegue Musto - abbiamo valutato la proposta dell’azienda come assolutamente irricevibile, perciò abbiamo formulato una nostra proposta».

Secondo la Filctem CGIL, infatti, lo stabilimento di Piombino merita attenzione, in quanto è una realtà produttiva importante per il territorio e anche proficua. «Vista la realtà dello stabilimento - conclude Musto - abbiamo chiesto che venga sottoscritto il contratto di solidarietà per tutti i lavoratori, con valenza di un anno e prorogabile per un altro anno. L’azienda ha preso atto della nostra proposta e ha preso del tempo per valutarla».

Stamattina alle 9 si terrà l’assemblea generale dei lavoratori Redi, durante la quale i sindacati illustreranno nel dettaglio l’esito dell’incontro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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