Il Tirreno

Arriva Ruby ed è subito polemica

Arriva Ruby ed è subito polemica

Elbani scatenati su Facebook per lo spot della casa di liquori Smania: «Pubblicità di pessimo gusto»

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PORTOFERRAIO. Controversa, come la sua testimonial. La campagna pubblicitaria della Smania liquori dell’Elba sembra creata a immagine e somiglianza di Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori. Bella, giovane, molto discussa. La ventiduenne marocchina ha sicuramente portato un ritorno massiccio in termini di visibilità alla piccola casa di liquori elbana. Ma la visibilità, sia chiaro, non coincide necessariamente con l’apprezzamento. E non si può escludere a priori che, dietro le luci della ribalta, si possa celare l’insidia di un ritorno d’immagine negativo.

Nelle ore successive all’affissione dei manifesti pubblicitari a Portoferraio e nel resto dell’isola sono tanti gli elbani, tra i quali diversi imprenditori locali, che hanno puntato il dito contro lo spot girato sulla spiaggia della Biodola da Ruby, ex presunta nipote di Hosny Mubarak, ex minorenne frequentatrice delle notti di Arcore con Silvio Berlusconi e tutt’ora coinvolta nel procedimento giudiziario Ruby Ter. Soprattutto su Facebook, sia sui profili personali di tanti elbani, sia nei gruppi frequentati come “Sei dell’Elba se...”, non sono mancati commenti negativi e sprezzanti nei confronti della trovata pubblicitaria dell’azienda elbana.

«Sarà anche una mossa pubblicitaria, ma con un gran cattivo gusto», ha scritto Isa Tonso sulla bacheca del gruppo Facebook. Ci sono persino titolari di attività, come Lia Gentili, che annunciano di non voler più comprare i prodotti dell’azienda. Non manca chi, invece, difende la scelta pubblicitaria.

Il fronte dei contrari alla Ruby “elbana” contesta in primo luogo la scelta della testimonial, ma anche il messaggio provocatorio: «Liquori sconsigliati ai minori di 18 anni». Il che, detto, da una minorenne che si imbucava alle feste osé del Silvio nazionale non è proprio il massimo. Paolo De Ferrari, ad di Smania, ha spiegato come l’idea fosse quella di usare un testimonial controverso per dare un messaggio positivo. Ma non tutti la pensano allo stesso modo e non manca chi ha deciso esprimere il pensiero direttamente sulla bacheca Facebook dell’azienda elbana: «Con questa trovata il vostro nome girerà parecchio. Bravi. Peccato che non venderete niente. Chi dà spazio, soldi e visibilità a questi mostri non merita nulla, perché non è meglio di loro», ha scritto Luigi Vespasiani. L’azienda ha risposto cercando di spiegare i motivi della scelta pubblicitaria: «Sapevamo che lo spot sarebbe stato soggetto sia a critiche che apprezzamenti. Tuttavia riteniamo che la pubblicità sia lontana da ogni volgarità e per giunta lancia un messaggio socialmente positivo, considerando che la piaga dell'alcolismo tra i giovanissimi è un problema».

C’è persino chi ha deciso di scrivere un messaggio sulla bacheca del Parco nazionale dell’Arcipelago, il cui logo è riportato in bottiglia. «Provo un forte disagio vedere il logo del Parco accostato ad una pubblicità di liquori con Ruby. Che tipo di valori vogliamo trasmettere?», si legge nella pagina del Pnat.

Insomma Ruby non si tradisce: basta un’apparizione per generare nuove, automatiche, polemiche. Chissà se alle critiche seguiranno le vendite dei liquori. (lu.ce.)

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