Il Tirreno

«Chi boicotta la comunità fa un dispetto al Parco»

«Chi boicotta la comunità fa un dispetto al Parco»

Il presidente Sammuri torna sulla nomina della direttrice e sulla rivolta dei sindaci «Aver creato due fazioni ha creato una situazione molto difficile da ricucire»

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PORTOFERRAIO. Presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago e, per la terza volta consecutiva, rieletto presidente della Federazione italiana parchi e riserve.

Giampiero Sammuri, già docente all’Università di Siena, manager pubblico, capace di mettere d'accordo ambientalisti, agricoltori e cacciatori, è sempre piaciuto sia a sinistra che a destra. Per lui, in passato, hanno speso parole importanti i ministri Altero Matteoli e Stefania Prestigiacomo, poi Corrado Clini e Andrea Orlando. Tra gli amici Ermete Realacci, Fulco Pratesi, Donatella Bianchi, mostri sacri della ricerca zoologica come Luigi Boitani e Sandro Lovari; e ancora l’attuale presidente di Europarc Federation il belga Ignace Schops con cui è stato per tre anni nel board dell’associazione. Sammuri lo abbiamo incontrato appena rientrato in Toscana da Milano, a conclusione dell’ottavo congresso di Federparchi.

Sui social abbiamo registrato una miriade di congratulazioni e complimenti da ogni parte d’Italia. Ma come fa a mettere d'accordo tutti in un ambito - i parchi, l’ambiente - con mille divisioni?

«Io credo che il segreto per governare una federazione in sintonia con gli associati sia quello di far prevalere sempre il ruolo istituzionale su quello politico. I presidenti dei parchi italiani sono di diverso orientamento politico e culturale e io ci tengo a rappresentarli tutti. A farlo bene. È un po’ come fare il presidente di un parco dove non si deve privilegiare pezzi della società, ma aver chiara la mission, saper ascoltare e dialogare con tutti, pur tenendo la barra ferma sui principi fondamentali».

In quale direzione stiamo andando in Italia per quanto concerne le aree protette?

«È una fase storica di grande importanza per il mondo dei parchi. Nei territori dove l’Italia è protetta, non solo è custodito un patrimonio naturalistico di inestimabile valore, ma l’identità stessa del nostro Paese. Inoltre i parchi rappresentano un asset strategico per rilanciare la nostra economia e creare occupazione nel segno del turismo di qualità, dell’agricoltura legata alle produzioni locali, della cultura. Concentrerò il mio impegno in questo nuovo mandato per stringere nuove alleanze con mondi diversi da quello dei parchi. Decisiva, a mio avviso, sarà la conclusione dell’iter di revisione della Legge 394».

In quale stato di salute versano i parchi toscani?

«La Toscana è un modello. I parchi debbono essere pochi e buoni. Noi ne abbiamo tre regionali e tre nazionali, che mi pare funzionino bene».

Un paio di domande di stringente attualità locale. La nomina della direttrice Zanichelli all'Arcipelago…

«Ecco, speravo di parlare solo di Federparchi. Cosa devo dire? Il consiglio direttivo aveva espresso una terna composta da professionisti molto qualificati. Il ministro Galletti ha scelto e noi ne prendiamo atto. Se devo essere sincero fino in fondo non mi è piaciuta - e l’ho detto anche ai diretti interessati - la creazione di gruppi Facebook prima e l’intervento di alcuni amministratori locali poi in questa partita. Non ho conoscenza di niente di simile in Italia. E dire che di nomine di direttori ne ho viste tante. L’aver creato due schieramenti contrapposti sul gradimento di un direttore avrà come effetto che ci vorranno mesi per ricucire…».

Barbetti e altri, appreso della conferma della Zanichelli, minacciano di non partecipare più alle riunioni della comunità del Parco fino alla paralisi dell'ente.

«Ripeto. Tutto quello che è accaduto è insolito per una procedura di incarico da direttore di un Parco. Come ho già detto se i sindaci non parteciperanno più alle riunioni della comunità del Parco non faranno un dispetto al ministro Galletti, che ha nominato il direttore, ma lo faranno al Parco e al territorio. Anche a quello che loro amministrano. Ci sono parchi che sono semiparalizzati da oltre due anni perché il ministro non nomina i presidenti e alcuni dove non si riesce a dare assetti alla comunità del parco da 4 anni. Quindi figuriamoci se a Roma si faranno condizionare dalle nostre beghe. Dispiace perché in questi anni all’Arcipelago avevamo costruito un clima di grande collaborazione che mi sembra stesse dando buoni frutti. La situazione che si è creata non sarà agevole dirimerla, ma il mio impegno in tal senso sarà massimo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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