Sicurezza
Ridotti gli interventi chirurgici e le visite
L’Asl motiva il piano con la necessità di far smaltire le ferie, ma per i sindacati punta a risparmiare sulle sostituzioni
PIOMBINO. Attività operatoria al rallentatore, qualche posto letto soppresso e apertura a singhiozzo degli ambulatori.
Arriva l’estate anche a Villamarina e negli altri presìdi ospedalieri dell’Asl 6.
La direzione ha diramato il piano definitivo. Fatte salve emergenze ed urgenze, a Piombino lo stop delle sale operatorie sarà completo dal 20 luglio al 30 agosto. Riguarderà tutti i settori: chirurgia, ostetricia e ginecologia, otorino, urologia e ortopedia.
Da prima, però, le sedute della programmata saranno dimezzate. Dal 29 giugno al 19 luglio passeranno da 30 a 15.
Le motivazioni offerte dall’azienda restano le stesse. Sono legate alla necessità di mettere i dipendenti nelle condizioni di fare le ferie estive in un periodo in cui - si sostiene ogni volta - la domanda diminuisce. Motivazioni che convincono poco i sindacati.
Alla riduzione delle sedute operatorie si accompagna quella della cosiddetta week surgery. I letti destinati a ricoveri di tre giorni al massimo, dal 29 giugno al 30 agosto resteranno vuoti in oculistica, chirurgia generale, urologia, otorino e ortopedia. Posti disponibili, invece, per la week surgery in medicina, ostetricia e neurologia.
Per le visite specialistiche la situazione è molto frammentata. L'immagine che si ricava dai tabulati per Villamarina, è quella di un minuzioso gioco ad incastro nel tentativo di far collimare le aperture con la disponibilità di personale.
La più semplice da interpretare è la situazione degli ambulatori di medicina interna, diabetologia, pneumologia, reumatologia e per l’ecocolordoppler, fermi in blocco dal 3 al 22 agosto. Per tutti gli altri c’è uno sbriciolamento che in qualche caso arriva anche a differenziare la mattina dal pomeriggio.
Non subiranno interruzioni le visite degli stomatizzati, le senologiche e proctologiche, la chirurgia ambulatoriale, quella in endoscopia. No stop anche in oncologia, cardiologia, ostetricia e ginecologia, preospedalizzazione, campo visivo e anestesia ambulatoriale.
Tra i sindacati, la tesi resta quella dell'insufficienza di organici e del risparmio sulle sostituzioni. In particolare per il rallentamento dell'attività chirurgica programmata. Il sistema - che include un altro stop a fine anno - indurrebbe ad allungare le liste d'attesa e ad incrementare le fughe con riflessi economici pesanti sulle casse aziendali.
Non convince, insomma, la tesi delle ferie. Che, anzi, viene ritenuta un alibi. Perchè l’attività tagliata o rallentata permetterebbe sì, di far godere le ferie ai dipendenti. Ma solo in parte. Perchè un po’ del personale verrebbe ridistribuito là dove ce n’è più bisogno. Come il pronto soccorso e la medicina che in estate registrano un surplus di lavoro.
C’è chi fa notare che le direttive formalizzate in atti pubblici dall’Asl, quantificano la necessità di smaltire il monte-ferie arretrato del 10% ogni anno. La percentuale non giustificherebbe la parziale ibernazione dell’ospedale.
In più, il calo delle visite si tradurrebbe, in autunno, nell’allungamento ulteriore delle liste d’attesa proprio quando la Regione comincerà a finanziare interventi per ridurle. Disagi e costi per i cittadini. E spese per l’Asl, con l’incremento di fughe dispendiose, mentre le risorse potrebbero essere investite nelle sostituzioni.
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