Il Tirreno

«Musei, nessun fallimento ma si può fare meglio»

di Luca Centini

Marini difende il marchio Napoleone nonostante le presenze contenute nelle ville «Il mancato boom è dovuto alla flessione dei tour dei gruppi e ai biglietti più cari»

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PORTOFERRAIO. «Il brand Napoleone non è da buttare, ma è chiaro che sui musei si può fare meglio». Roberto Marini, assessore alla cultura e al turismo della giunta di Portoferraio, commenta in questo modo i dati definitivi circa l’attività nei musei napoleonici di Portoferraio. Poco più di 130mila visitatori, per un incasso totale di 414.245 euro nel 2014. Circa 16mila presenze in più rispetto all’anno precedente. Ma l’aumento atteso - sia chiaro - era ben superiore nell’anno del Bicentenario, con migliaia di euro spesi per gli eventi dedicati all’Imperatore còrso. A fronte di presenze tutto sommate contenute rispetto alle aspettative pre Bicentenario, gli incassi dei musei sono aumentati in modo sensibile. «Sedici mila presenze in più non sono un dato da buttare – racconta il vice sindaco Roberto Marini – sono convinto che le iniziative per le celebrazioni del Bicentenario siano servite invece a riportare l’isola nei radar del turismo internazionale. L’Elba e Portoferraio sono tornate ad essere delle mete turistiche di rilievo». Eppure i dati del turismo culturale e, nello specifico, delle residenze di Napoleone non sono così esaltanti. «Credo che i numeri debbano essere approfonditi – racconta Marini – il primo dato che deve essere presente riguarda il turismo dei gruppi. Da circa due anni i numeri sono in netto calo. Trattandosi di gruppi, la flessione di questo tipo di turismo ha influito notevolmente sui biglietti staccati nei due musei. A questo si aggiunge l’aumento dei prezzi dei biglietti stessi, anche se non è semplice capire quanto abbiano influito. Gli incassi sono aumentati in modo molto più sensibile rispetto alle presenze».

Qualsiasi analisi, in ogni caso, non può non partire da come, nell’anno per eccellenza di Napoleone, la risposta dei turisti italiani e non sia stata freddina nelle biglietterie dei musei. «Sicuramente c’è da migliorare – racconta il vice sindaco Roberto Marini – Dove? Il primo aspetto credo sia quello del rapporto tra il territorio e lo stesso sistema dei musei che, secondo noi, deve acquisire maggiore flessibilità. Come Comune di Portoferraio abbiamo già lavorato a questo aspetto con la Soprintendenza, intervenendo sulle aperture straordinarie e sugli orari. In un territorio prettamente turistico come quello elbano serve un compromesso migliore tra la gestione culturale e quella turistica. Anche l’aiuto dei privati può essere preso in considerazione, come avviene in altre parti d’Italia».

Nonostante i risultati non eccezionali, il 2014 garantirà ai musei elbani un buon tesoretto, dal momento che lo scorso anno il sistema museale elbano ha incassato oltre 414mila euro. «È importante che il governo mantenga gli impegni presi – spiega Marini – il ministro Franceschini ha dettato la linea, annunciando come gli introiti debbano essere reinvestiti nei siti culturali che, quegli stessi introiti, li hanno generati. Ci auguriamo che ciò avvenga anche per l’Elba».

Ora che la stagione estiva è alla sue battute iniziali l’assessore al turismo si dice ottimista: «C’è una buona vitalità in questi primi giorni di estate, anche nel centro storico di Portoferraio – spiega Marini – le crociere si stanno confermando come un asset importante, speriamo che anche i musei possano crescere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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