Il Tirreno

IL CASO

Crossroad denuncia il Comune

Cecilia Cecchi
È il primo ottobre 2014, via Leonardo da Vinci un lago (foto Paolo Barlettani)
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È il primo ottobre 2014, via Leonardo da Vinci un lago (foto Paolo Barlettani)

Piombino, Mezzacapo e l’allagamento di ottobre: «Abbandonati, così l’amministrazione tratta i cittadini»

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PIOMBINO. Un'ora di diluvio, strade come fiumi. Fogne ko, la scuola di musica Crossroad in via Leonardo da Vinci finisce sott’acqua. È il primo ottobre 2014.
Tanti buoni propositi, nessun aiuto: tutto ora finisce in tribunale. «Da sottolineare – dice Renzo Mezzacapo presidente di Artisti-ca, l’associazione culturale, di cui la scuola di musica fa parte – è l’atteggiamento dell’ammistrazione, di dirigenti e impiegati che non ci hanno neppure mai permesso di vedere i documenti relativi all’assicurazione del Comune. In questi nove mesi non si è visto un perito. Denuncia per danni: unica strada possibile».
Intanto Crossroad in qualche modo è ripartita . Aiuti dai ragazzi della scuola, dalle famiglie, da altre associazioni, “doni” come a Natale, dalla band milanese Elio e le Storie tese che ha mandato i propri strumenti in soccorso. «Lavoriamo per una nuova sala di registrazione – assicura Mezzacapo – anche se ci vorranno 15mila euro...».


Quanto accaduto nell’ottobre 2014 si rivede per immagini. «La massa d’acqua – ricorda Mezzacapo – aveva già divelto il cancello sfondando la porta d’ingresso. Le macchine passavano nell’alto della strada, mentre l’acqua entrava nei locali a ondate. Questo per dislivello che in quel punto è di 50 cm. Nei giorni successivi alla nostra denuncia il dirigente del comune ha firmare una documento, inviato all’assicurazione, dove declina ogni responsabilità circa l’accaduto dichiarando che l’evento è eccezionale e la strada regolare».
«Ma bisogna misurare il dislivello e che dire della pulizia dei tombini o dei rilievi delle stazioni pluviometriche di Campiglia? – aggiunge – L’ufficio si rifiuta di darci copia delle lettere inviate all’assicurazione; nessuna comunicazione al nostro avvocato né dal Comune né dall’assicurazione. Saputo che la Regione rimborsava parte dei danni abbiamo chiesto di attivare la procedura e ci è stato risposto che la richiesta del Comune alla Regione faceva partire i rimborsi dagli eventi del 20 ottobre, cioé dagli allagamenti Coop? Nessun diritto per noi!».


«Eppure – conferma Mezzacapo – la relazione dei vigili del fuoco certifica che l’alluvione in galleria è stata provocata dagli scarichi della strada che non ricevevano l’acqua. Tutti i commercianti di qui testimonieranno che questo accade regolarmente in autunno, per l’intasamento provocato dalle foglie dei platani. L’acqua si è accumulata davanti alla galleria per il dislivello. La realizzazione nel 2014 del nuovo marciapiede attiguo ai giardini ha poi creato ulteriore impedimento al deflusso dell’acqua. In questa faccenda abbiamo avuto l’impressione di avere il Comune contro di noi a priori... non per cattiveria, ma per un sistema amministrativo che tende ad abbandonare il cittadino ai propri problemi. Questo anche se alcuni assessori hanno cercato di contribuire a chiarire la situazione».
«La nostra associazione culturale – conclude Renzo Mezzacapo – ha avuto danni stimati dai periti di oltre 150mila euro, però è ripartita nella convinzione che andremo per vie legali fino in fondo. Se avremo ragione, il Comune spenderà soldi pubblici per cause che non avrebbero hanno ragione di esistere. Ma l’amministrazione non dovrebbe essere sempre dalla parte dei cittadini?».
 

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