Gioco
Il Pd vuole Anselmi in giunta
La direzione si ricompatta e all’unanimità chiede «il riconoscimento del ruolo dell’ex sindaco»
PIOMBINO. Dopo qualche giorno di pausa, utile a riannodare i fili di un dialogo interrotto nel periodo elettorale tra la maggioranza del gruppo dirigente e i renziani sulla contrapposizione Gianni Anselmi-Carla Maestrini, il Pd ha riunito la direzione per discutere appunto dei risultati delle regionali.
Risultato, unità pienamente ritrovata almeno a giudicare da un documento votato all’unanimità, nel quale in sostanza la federazione si rivolge indirettamente a Enrico Rossi e al segretario toscano Dario Parrini per spingere Anselmi verso un posto nella giunta regionale.
Documento votato appunto anche da Maestrini, peraltro capace di tenere toni misurati anche in campagna elettorale, in cui il Pd formula al presidente Rossi «i migliori auguri di buon lavoro, assicurandogli da subito, e come sempre, tutto il sostegno necessario per dare continuità al prezioso lavoro fin qui svolto nella lotta alla crisi e per rilancio della costa toscana».
Un lavoro di cui la federazione piombinese si sente «protagonista. Infatti l’accordo di Piombino non sarebbe stato tale senza la determinazione di Enrico Rossi, le risorse stanziate dalla giunta regionale, e senza la coesione sia fra i livelli istituzionali sia fra tutti i soggetti interessati, a partire dai lavoratori. La compattezza del tessuto istituzionale con in testa il governo Renzi, la Regione e il Comune di Piombino, con Anselmi prima e con Giuliani oggi, al quale tutti gli altri comuni del territorio si sono stretti, coinvolgendo tutto il tessuto economico e sociale della zona, ha rappresentato il punto di forza di questo lavoro». Per il pd dunque «il successo del “modello Piombino” ha riacceso una speranza anche a Livorno, proponendo anche nel capoluogo la stessa strada percorsa per affrontare la crisi di Piombino attraverso gli accordi di programma. L’esperienza che abbiamo maturato in questa porzione di Toscana costiera ha tracciato un segno indelebile con la vittoria di Rossi e del Pd».
Ragionamento che porta a sostenere come questa esperienza «debba avere il giusto peso anche nelle scelte sugli assetti del governo regionale, perché si tratta di un simbolo positivo e perché il Pd in provincia di Livorno, anche dopo la bruciante sconfitta delle amministrative scorse nella città capoluogo, ha dimostrato in queste regionali di avere i numeri per preparare la riscossa e stando insieme, da Collesalvetti all’Elba, ha anche una classe dirigente forte e capace, patrimonio di tutta la Toscana».
Da qui la spinta a «Gianni Anselmi, che per il numero di preferenze raccolte in tutta la provincia, per profilo politico e istituzionale e per le competenze maturate sul campo in materia di rilevanza strategica può ben rappresentare questa classe dirigente. Oltreché essere uno dei più importanti testimoni di questa nostra esperienza avendo offerto un contributo decisivo nel suo precedente ruolo di sindaco di Piombino».
Così per la federazione Piombino, Elba, Val di Cornia, non si può parlare di rappresentanza della costa toscana senza la costa livornese. Così come sarebbe difficile parlarne senza utilizzare le energie migliori che, come Anselmi, potrebbero assicurare una rappresentanza politicamente forte, proprio perché riconosciuta dai cittadini».
«In questo quadro – sostiene la federazione – la valorizzazione e il riconoscimento del ruolo di Gianni Anselmi sarebbe percepita come una scelta coerente con la prospettiva di un rilancio della costa, con la continuità di un lavoro collettivo di cui Rossi e Anselmi sono stati protagonisti e, quindi, come un decisivo rafforzamento della Regione che sarà alle prese di nuove e grandi sfide. Questa richiesta parte da un’ambizione che attraversa tutto il corpo elettorale che in provincia di Livorno è tornato largamente a rivolgersi a noi, e che in particolare a Piombino e in Val di Cornia, è la prima forza in 6 comuni su 8. Un risultato – è la conclusione del Pd – cui ha contribuito unitariamente tutto il partito. Corrispondere a questa ambizione significherebbe fare una grande scelta d’interesse generale».
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