Sicurezza
Sequestrati trenta chili di pesce
Controlli della Capitaneria di porto: sanzionati tre ristoranti della città
PORTOFERRAIO. Si chiama “paracentrotus lividus”, nome scientifico del riccio di mare, l'operazione della Direzione Marittima di Livorno che ha portato a circa 60mila euro di sanzioni e circa 300 chili di prodotti sequestrati, con 298 controlli effettuati e 38 illeciti accertati.
Si tratta di prodotti non tracciati, ma anche di cattura di specie ittiche in periodo vietato e mancata registrazione degli sbarchi del pescato. Sono queste le violazioni più rilevanti riscontrate dagli ispettori pesca delle Capitanerie di porto della Toscana durante l’operazione.
Coordinata dal reparto operativo direzione marittima di Livorno, agli ordini dell’ammiraglio Arturo Faraone, si è conclusa un’intensa attività di controllo, sia a terra che in mare, nella quale sono stati impiegati 48 uomini e 14 mezzi navali. Sbarchi, vendita all’ingrosso, al dettaglio, anche nell’ambito della grande distribuzione e della ristorazione le fasi commerciali più sottoposte al setaccio dai militari. Un lavoro che ha visto anche le “verifiche incrociate”, impiegando i sistemi informatici e le banche dati a disposizione degli ispettori per il monitoraggio dei movimenti delle partite di prodotto ittico messo in commercio.
A Portoferraio, in tre ristoranti (la Capitaneria non ha voluto rivelare il nome dei locali), sono stati accertati altrettanti illeciti penali per tentata frode nell’esercizio del commercio. Le verifiche hanno consentito di sottoporre a sequestro probatorio circa 30 chili di pesce congelato, ravioli alla cernia, polpi e tonno a pinne gialle.
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