Il Tirreno

Non c’è l’Elba nella lista dei fari del Demanio

Il faro di Palmaiola
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Il faro di Palmaiola

Due strutture del Giglio e una delle isole Formiche nel piano dei beni affittabili dallo Stato. Sfumate le ipotesi Palmaiola e Punta Polveraia

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PORTOFERRAIO. Il “toto faro” si è risolto. E, a sorpresa, nella lista delle undici strutture che lo Stato intende dare in affitto non c’è alcun faro elbano, diversamente rispetto a quanto, solo pochi giorni fa, è stato scritto nel comunicato di lancio del “programma fari 2015”.

Il giallo, se così si può chiamare, si è risolto la mattina di mercoledì 10 nel corso della maxi conferenza stampa tenutasi nella sede dell’associazione Stampa Estera a Roma, alla presenza dei vertici dell’Agenzia del Demanio, della Marina e con i ministri alla Difesa Pinotti e alla Cultura Dario Franceschini. La lista, letta davanti ai giornalisti, ha spazzato via tutte le ipotesi di questi giorni. Alcune, per la verità, poco credibili come l’affitto del faro di Forte Stella, a Portoferraio.

L’idea dello Stato, peraltro già percorsa nel 2010, è chiara. Dare in concessione anche per periodi molto lunghi i fari, per trasformarli sulla base di progetti specifici e riqualificarli dal punto di vista turistico. La stessa Agenzia del Demanio, annunciando la conferenza stampa di oggi, aveva inserito tra i fari affittabili una struttura elbana. Ma, quando la conferenza stampa si è tenuta, il faro elbano è sparito. Non è chiaro se per delle modifiche in extremis della lista o per un fraintendimento “geografico”, dal momento che uno dei fari in questione è quello delle isole Formiche di Grosseto, mentre sono ben due i fari affittabili nel territorio dell’Isola del Giglio (il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso che, tra l’altro, rientra nel territorio del Parco e dal punto di vista urbanistico non è assolutamente trasformabile in una struttura ricettiva).

L’Elba, insomma, dovrà rinunciare al suo hotel di lusso costruito nelle stanze di un faro. Anche se, è probabile, le cose non sarebbero cambiate molto: nel 2010, infatti, Palmaiola fu inserita dall’Agenzia del Demanio tra i beni valorizzabili. Ma, di fatto, la sua impraticabilità dal punto di vista imprenditoriale e urbanistico trasformò presto una presunta opportunità in un flop. Uno scenario che, basta guardare il caso di Capel Rosso al Giglio, rischia di ripetersi. Neanche il faro elbano con più chance, ovvero quello di Punta Polveraia a Patresi, pare destinato a diventare una struttura esclusiva di lusso. Questo non vuol dire che, già da molti anni, qualcuno non ci abbia pensato.

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