Attenzione
Aferpi, cig dal primo luglio per chi non rientra subito
C’è la conferma del ministero: lavoratori coperti dall’amministrazione straordinaria Ora preoccupa la situazione di Elettra, con “cassa” in scadenza a novembre
PIOMBINO. Ha avuto esito positivo la riunione al ministero del Lavoro per verificare le questioni legate alla concessione della cassa integrazione per i lavoratori che non entreranno subito al lavoro in Aferpi. A Roma ieri c’erano i segretari di Fim, Fiom e Uilm che hanno poi riferito di aver ottenuto la conferma che l’amministrazione straordinaria coprirà con la cassa integrazione dal primo luglio i lavoratori, che comunque dovranno tornare al lavoro entro il 6 novembre 2016.
Intanto si fa sempre più preoccupante un’altra situazione, quella dei 24 lavoratori della centrale Elettra, che hanno la cassa integrazione garantita solo fino al novembre di quest’anno.
Ieri si è tenuto un incontro in Comune a Piombino tra il sindaco Massimo Giuliani e i sindacati, le tre organizzazioni di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, la segreteria della Cgil regionale con Mirko Lami e il responsabile dell’Accordo di programma di Piombino per la Cgil di Livorno, David Romagnani.
Nell’incontro le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di affrontare il tema dell’energia all’interno dell’Accordo di programma. Rispetto ai pochi mesi che mancano alla fine della cig per i lavoratori Elettra, Fabrizio Musto, segretario generale della Filctem ha sostenuto che si tratta «di un enorme problema, perché i lavoratori potrebbero perdere qualsiasi forma di sostegno al reddito prima che l’Accordo di programma faccia il suo corso e l’economia della città ricominci a marciare. Per questo cheidiamo di valutare la possibilità di ampliare gli ammortizzatori sociali».
I rappresentanti dei lavoratori hanno inoltre ribadito la centralità della questione energetica per il futuro industriale di piombino: «Ragionare di costi, di sinergie , di che tipo di energia produrre e di come questa viene prodotta potrebbe fare la differenza - aggiunge Musto - è in questo contesto che si inserisce il nodo occupazionale di Elettra e delle altre centrali elettriche del territorio».
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