Lutto
Non fu prostituzione, Zelari assolto dopo dodici anni
Nel 2003 il blitz e gli arresti al night club “Dolce Vita” a Mola L’imprenditore: «Troppo dolore, per questo lasciai l’Elba»
CAPOLIVERI. Dodici anni di attesa per la sentenza di assoluzione, per la fine di un incubo che lo ha allontanato dalla sua amata Elba. Sandro Zelari, imprenditore molto conosciuto fino ai primi anni del Duemila nel comune di Capoliveri, è stato assolto in appello nel processo che, oltre a lui, vedeva altri due imputati (anche loro scagionati) per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
L’udienza presso la Corte di Appello di Firenze è stata celebrata lo scorso 25 maggio: Zelari era difeso dall’avvocato del foro livornese Massimo Girardi. Nei prossimi giorni saranno rese note le motivazioni della sentenza che, di fatto, conferma l’assoluzione per tutti i tre imputati già sancita dal tribunale di Livorno in primo grado, poi impugnata nel 2010 dal pm livornese Petralia.
La vicenda risale al luglio del 2013: Zelari aveva aperto da appena una settimana il night club “La Dolce Vita” di Mola. In seguito a un blitz dei carabinieri (due militari elbani erano entrati nel locale fingendosi clienti) i carabinieri avevano arrestato Zelari, Pagano e Pacini, dopo aver trovato sette donne in abiti succinti nei privé del locale in atteggiamenti che, secondo l’accusa, potevano essere letti come prostituzione. I giudici di primo grado, nel 2010, scagionarono Zelari e gli altri imputati, sostenendo che quello che accadeva alla “Dolce Vita” non altro di quello che accade in ogni night d’Italia.
L’assoluzione è stata confermata il 25 maggio scorso, ma Zelari non era presente all’udienza. Da diversi anni, infatti, e dopo la morte della moglie, l’imprenditore si è trasferito in Romania.
«La sentenza mi ripaga di tante sofferenze – racconta Zelari – vivere per 12 anni con un accusa di sfruttamento della prostituzione. Lo può capire solo chi ci passa».
L’imprenditore era molto conosciuto all’Isola d’Elba e, in particolare, a Capoliveri dove è stato uno dei primi ad investire nel turismo. Arrivato sull’isola nel 1969, Zelari aprì il ristorante Arco Vecchio e, dopo alcuni anni, assunse la gestione del ristorante, molto conosciuto a Capoliveri, Il Mulino. Acquistò inoltre la Fattoria Mola, dove realizzò un cinema, negli stessi locali dove fu poi realizzato il night club “Dolce Vita”.
Il blitz dei carabinieri, seguito dal sequestro dei locali per sei mesi e cinque mesi di arresti domiciliari, lo hanno allontanato dall’Elba.
«Sono venuto via, non potevo restare dopo quello che mi era successo – spiega – ci sono voluti dodici per arrivare all’assoluzione, per la quale ringrazio l’avvocato Massimo Girardi che mi ha assistito come fossi un fratello».
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