Sicurezza
Liquami sul piazzale d’alaggio
Ancora irrisolto il problema della rottura di un tubo che li convoglia verso la depurazione
PIOMBINO. Per essere liquami, sono liquami doc. E tutto dovrebbero fare, tranne disperdersi nell’ambiente a cielo aperto. Come sta accadendo da giorni sul piazzale d’alaggio di Marina.
La causa sta nella rottura di un tubo del sistema di pompaggio che spinge in risalita il materiale raccolto a Marina, proveniente dal centro della città, per convogliarlo verso l’impianto di depurazione.
Il tubo è malandato da tempo e già da un paio d’anni dà dei problemi. Interventi tampone ci sono stati e sono stati ripetuti. Tampone, appunto.
Gli effetti della dispersione sono sotto gli occhi - e sotto il naso - di tutti. L’area, soprattutto adesso, è frequentata. Anche dai turisti. E lo spettacolo non fa onore.
Da qualche giorno le proteste stanno investendo il Comune, il primo riferimento dei cittadini. In questo caso, però, è l’Asa a dover risolvere il problema. Nelle ultime ore, una sua squadra è intervenuta. Ha fatto un argine con la ghiaia per evitare ulteriore spargimento. Nel laghetto, chiamiamolo così, che si è formato per la fuoriuscita del materiale maleodorante, è stato praticato un foro che ha suscitato perplessità. Perché non si capisce bene dove vadano a finire adesso i liquami. Un po’ come nascondere la polvere sotto i tappeti.
Anche il presidente del circolo Il porticciolo, Stefano Boddi, protesta. Ricorda che le ambizioni turistiche della città, la vicinanza del ristorante e la previsione di altre manifestazioni nella zona, stridono fortemente con una situazione del genere.
Boddi si rivolge direttamente al sindaco, Massimo Giuliani, perchè solleciti un intervento risolutivo, un’opera che elimini «finte dighe di ghiaia e fori che finiscono col produrre altro inquinamento».
«Il nostro circolo - scrive Boddi - cerca di mantenere la parte che ha in concessione in modo che i visitatori, e sono tanti, ne siano affascinati. Resta difficile,però, spiegare loro perchè, spesso, l’aria circostante assuma quell’odore e le acque si tingano di un colore indescrivibile».
E’ l’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Capuano, a gestire adesso il problema, nel ruolo di trait d’union con Asa. «L’azienda ha da tempo prenotato questa nuova tubazione in acciaio che dovrà sostituire la vecchia. A partire da oggi - chiude l’assessore - ed entro un tempo massimo di una decina di giorni dovrebbe arrivare il tubo nuovo che andrà immediatamente a sostituire l’altro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
