Sicurezza
«Era solo un prendere o lasciare»
Per il gruppo l’intesa con Cevital è un salto indietro nelle relazioni industriali
PIOMBINO. «Chi oggi esulta per il risultato del referendum sa fin troppo bene che l'esito era scontato, per il “prendere o lasciare”».
E’ l’opinione del Gruppo minoranza sindacale, secondo cui comunque l’esito del referendum è stato condizionato da vari elementi : «Il testo dell’accordo non è stato diffuso, non è stato detto chi rimarrà in amministrazione straordinaria usufruendo solo della cigs a zero ore, ai lavoratori dell’indotto, non è stato consentito di votare».
«Accettando la moratoria – prosegue – il sindacato ha deciso di abbandonare i lavoratori fino a quando l’azienda produrrà utili, lasciando mano libera all’azienda per la scelta dei lavoratori che saranno subito riassunti rispetto a coloro che saranno collocati in amministrazione straordinaria».
Così per la minoranza sindacale «il “modello Piombino” è un salto all’indietro di qualità nelle relazioni industriali e un precedente pericoloso per tutte le realtà di crisi. Inoltre siamo preoccupati perché, anche nel verbale di accordo, non ci sono garanzie, vincoli o penalità. Poi non c’è garanzia che si torni al lavoro, data anche la sfasatura della promessa di riassunzione a novembre 2016 e il crono programma che prevede una parte degli investimenti nel 2019. Per i lavoratori dell’indotto non è stato preso nessun accordo preciso».
Sulla retribuzione il gruppo sfida a dimostrare l’errore chi mette in dubbio i suoi conteggi (6000 annui in meno per un lavoratore quinto livello). «Le istituzioni e i sindacati – è la conclusione – si prendono l’intera responsabilità del percorso, dovranno vigilare. Noi continueremo a manifestare la nostra opinione, pur essendo pienamente consapevoli di essere una minoranza e ci batteremo per recuperare il lavoro, la dignità e i diritti dei lavoratori. Per i lavoratori che volessero contattarci tel. 3341474905 o 0565-777409».
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