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il presidente rossi

«Non c’è solo il modello Marchionne»

«Non c’è solo il modello Marchionne»

i sindacati: il voto è un chiaro messaggio di fiducia da parte dei lavoratori

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PIOMBINO. «In Italia non c’è solo il modello Marchionne, a Piombino c’è una classe operaia che si fa classe dirigente e difende lavoro e territorio».

Con questo tweet ieri pomeriggio il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha commentato il risultato del referendum alla ex Lucchini dove i lavoratori col 91,6% di sì hanno convalidato l’accordo tra sindacati e Cevital che, secondo gli impegni della società algerina, riporterà al lavoro entro il 6 novembre 2016 tutti i 2160 dipendenti.

Ringraziando il presidente Rossi, il sindaco Massimo Giuliani orgogliosamente ricorda che «la classe operaia di Piombino ha sulle spalle 150 anni di storia, di lotte, di emancipazione, di innovazione. I sindacati sono parte integrante non solo dell’ambiente lavorativo, ma di una comunità intera. Da Piombino sindacati e lavoratori lanciano un messaggio: con serietà, chiarezza, concretezza di idee e senso di responsabilità – ha concluso il sindaco ci si può rialzare, si può raddrizzare la barca, e tenere la prua contro il mare grosso e i venti della crisi, navigando verso un futuro migliore».

Ovviamente soddisfatti del risultato del referendum i sindacati, che hanno raggiunto l’intesa con la nuova proprietà algerina dopo una lunghissima e faticosa trattativa: «È un messaggio chiaro di fiducia dei lavoratori sul contenuto dell’accordo che abbiamo presentato – sostiene il segretario della Fiom, Luciano Gabrielli – Un segnale chiaro di volontà dei lavoratori per tornare quanto prima al lavoro e far concretizzare il piano industriale, che nella sua realizzazione può dare risposte ai lavoratori Lucchini, Lucchini servizi e a quelli delle imprese. E inoltre, con lo sviluppo dell’agroalimentare, rappresenterà anche uno sbocco occupazionale per i giovani e le donne del nostro territorio».

Per Vincenzo Renda, segretario della Uilm, «è evidente che i lavoratori hanno capito l’impegno che c’è stato da parte di tutti in questi mesi. «Si tratta di un accordo basato soprattutto sulla solidarietà - ha aggiunto - dove l’obiettivo primario era quello del mantenimento dell’occupazione e della ripartenza dello stabilimento. Ora c’è il via libera al passaggio di proprietà che si dovrebbe concretizzare nel giro di pochi giorni».

«Si tratta di un ottimo risultato – commenta Fausto Fagioli, segretario della Fim – I lavoratori hanno condiviso le scelte che come sindacato abbiamo proposto ma il nostro compito ora diventa più difficile perché dovremo monitorare giorno dopo giorno gli investimenti e gli avanzamenti dei lavori previsti dal piano industriale. Siamo molto felici perché questo è il solo modo per far ripartire l’economia del nostro territorio. Già dalla prossima settimana cominceremo le conciliazioni di tutti i lavoratori - ha concluso Fagioli - poi aspetteremo il rogito e quindi la vendita definitiva che si dovrebbe concretizzare a fine mese, e l’inizio dei lavori con la nuova società Aferpi».

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