Attenzione
Antenna Wind a Galenzana, scoppia la protesta
Nel mirino di Legambiente la nuova infrastruttura in corso di costruzione proprio lungo il sentiero
MARINA DI CAMPO. Non c'è pace per la costa di Galenzana: dopo gli abusi denunciati da Legambiente negli anni scorsi e le battaglie per riaprire lo storico sentiero costiero che porta alle spiaggette dei Salandri ed alla stessa Galenzana, dopo la manifestazione per impedire che vengano aperte nuove strade carrabili nel bosco passando su proprietà altrui, nei giorni scorsi Legambiente Arcipelago toscano ha ricevuto diverse segnalazioni, da cittadini e turisti circa la nuova antenna Wind in fase di realizzazione a Galenzana, proprio sul sentiero lungo la costa.
«Il Cigno Verde non demorde nemmeno questa volta – spiegano da Legambiente Arcipleago toscano – e con una e-mail abbiamo informato il sindaco di Campo nell'Elba, Capitaneria di porto, Corpo forestale dello Stato e Soprintendenza».
L’associazione ambientalista segnala come «leggendo il cartello di cantiere la confusione aumenti – dicono – si parla infatti di “ristrutturazione di edifici civili”, e poi di “adeguamento impianto di telecomunicazioni esistente della Wind” e si aggiunge che si tratta di una “conclusione del procedimento per decorrenza termini relativi alla segnalazione certificata di inizio attività”».
Invece, secondo gli ambientalisti, si tratta di una nuova antenna che sostituisce in un altro luogo quella vecchia già esistente.
Nessun adeguamento, insomma, piuttosto «per la costruzione del nuovo impianto di telecomunicazioni – dicono dall’associazione – è stata realizzata anche una nuova strada abbattendo la macchia mediterranea in un'area costiera in forte ed evidente dissesto idrogeologico».
Legambiente fa presente come l’intervento sia in corso in un’area contigua alla zona di conservazione speciale (Zcs ex Sic - Direttiva Ue Habitat) e Zona di protezione speciale (Zps - direttiva Ue Uccelli) Monte Capanne - promontorio dell'Enfola, «il che renderebbe necessaria una valutazione di incidenza e non una semplice "segnalazione certificata di inizio attività" per la quale sono decorsi i termini. Inoltre i lavori dell'accesso hanno pesantemente interessato la macchia mediterranea costiera, un habitat prioritario dell'Unione europea».
Per questi motivi Legambiente chiede alle istituzioni interessate «se quanto realizzato ed in corso di realizzazione sia conforme agli strumenti urbanistici del Comune di Campo nell'Elba ed a quanto richiesto con la segnalazione certificata di inizio attività» e se «sia conforme alle norme ed ai vincoli di tutela paesaggistica ed ambientale che ricadono sull'area interessata dai lavori e se siano state richieste le relative autorizzazioni».
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