Proteste
Ponte e “porta a porta” un esperimento... difficile
La raccolta, iniziata con il pienone del 2 giugno, ha fatto flop. La minoranza va all’attacco e il sindaco si difende: «Problemi da risolvere, ma andiamo avanti»
MARCIANA. «Credo fermamente nella bontà del progetto, anche se avevo messo nel computo le difficoltà iniziali».
Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana, non si aspettava un banco di prova per la raccolta del “porta a porta” iniziata neppure una settimana fa in tutto il territorio comunale così impegnativo come il ponte del 2 giugno.
Come non ci sta alle critiche che le sono state mosse dal consigliere di minoranza Simone Barbi. L’esperimento messo in atto dall’attuale amministrazione ha sollevato, fra i banchi dell’opposizione, delle perplessità non sull’iniziativa, ma sul metodo.
«L’eliminazione totale dei cassonetti – dice il consigliere di “Marciana insieme” - senza prevedere un adeguato numero di isole ecologiche così come la soppressione di cestini nelle aree pubbliche non funzionano».
In luogo dei cassonetti dove le famiglie prima conferivano i rifiuti domestici oggi hanno fatto la loro comparsa i piccoli contenitori sparsi in giro per il territorio senza una precisa collocazione.
«Come si è fatto a non capire – continua il consigliere – che essi creano oggettive difficoltà per gli operatori addetti al servizio e provocano ritardi nello svuotamento degli stessi? Ritardi dovuti anche alla vastità e alla conformazione del territorio marcianese». Non solo. Ma si è verificato che i sacchetti lasciati in giro sono stati oggetto di saccheggio da parte di ogni tipo di animale e conseguente sversamento del contenuto sui marciapiedi e cattivo odore.
«Si è creato il problema di questo ultimo ponte – puntualizza il sindaco di Marciana – il camion della spazzatura si è guastato e quindi si sono registrati ritardi nel ritiro. In più l’eccezionale affluenza di ospiti nel 2 giugno ha mandato in tilt il sistema. Non ci poteva essere un banco di prova più severo di questo». In riferimento alla campagna informativa che non è stata, secondo Simone Barbi, così capillare e esplicativa per tutta la popolazione, Anna Bulgaresi ha così puntualizza: «Quello che abbiamo messo in essere in tutto il nostro territorio è stata una vera e propria rivoluzione che non si fa e si porta a termine senza la condivisione e la partecipazione della stessa popolazione. Vediamo anche noi come il nostro consigliere i punti in cui il sistema non ha pienamente funzionato, ma per questo non faremo mancare il nostro impegno affinché la macchina che abbiamo messa a punto non funzioni a pieno regime. L’avevamo messo nel computo che il ponte di giugno ci avrebbe creato difficoltà; se poi ci aggiungiamo il guasto tecnico al camion, abbiamo chiara la visione di cosa sia successo. Per quanto riguarda la situazione delle isole ecologiche mi meraviglio che il consigliere non sia al corrente della situazione e di come le abbiamo trovate invase dalla quantità di alghe sequestrate. Noi andremo avanti con il “porta a porta” e il nostro impegno – conclude Anna Bulgaresi – sarà quello di ottimizzare il progetto».
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