Il Tirreno

Pd, Zini soddisfatto «Il Pd ha tenuto, altro che polemiche»

Pd, Zini soddisfatto «Il Pd ha tenuto, altro che polemiche»

Il coordinatore: «Anche il circolo di Rio Marina ha aiutato, la strategia della Regione matrigna è stata un fallimento»

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PORTOFERRAIO. «Il risultato di queste elezioni politiche è inequivocabile. La teoria dell’elbanità e della Regione “matrigna” si è rivelata controproducente». L’analisi, dopo un giorno dall’esito delle elezioni regionali, è del coordinatore del Pd elbano, Federico Zini.

Il partito democratico e il suo candidato presidente Enrico Rossi hanno raccolto meno voti rispetto a Stefano Mugnai e Forza Italia, in un’isola che schierava nelle fila forziste un candidato forte come Ruggero Barbetti. Nonostante questo i democratici hanno vinto in sei comuni su otto, fatta eccezione per Capoliveri e Porto Azzurro, dove il partito non ha un circolo radicato sul territorio. Un risultato considerato buono dai democratici.

«La fotografia del voto all’isola d’Elba è chiara – racconta il coordinatore del Pd elbano – il nostro partito aveva contro ben tre candidati espressione diretta del territorio e un malessere non necessariamente legittimo nei confronti della Regione, che poi non ha portato a nessuno dividendi in termine di voti. Queste condizioni, naturalmente, erano fonte di preoccupazione. Invece il Pd ha tenuto, ha tenuto bene. E Forza Italia ha retto solo a Capoliveri e Porto Azzurro».

Eppure l’avvicinamento al voto per il Partito democratico è stato particolarmente movimentato. L’esclusione sul filo di lana dell’elbana Antonella Giuzio dalla rosa dei candidati e le polemiche emerse in seno al circolo di Rio Marina ponevano dei seri dubbi sulla tenuta del partito all’Isola d’Elba.

«Gianni Anselmi ci ha messo sicuramente del suo – spiega Zini – è venuto spesso sull’isola durante la sua campagna elettorale. Il fatto che sia riuscito a raccogliere 786 preferenze sull’isola è rilevante. Ma tutti i circoli, compreso quello di Rio Marina con il quale ci sono stati dei chiarimenti, hanno lavorato nel modo giusto e hanno dato una mano al candidato». La struttura del Partito democratico ha dato i suoi frutti anche per arginare l’astensionismo dilagante di questa tornata elettorale. Nel campo dei democratici elbani la fuga dalle urne non è stata così devastante come altrove, basti pensare che nel 2010 avevano votato per Rossi 1090 portoferraiesi e nel 2015 1004, solo una manciata in meno nonostante la differenze di tredici punti percentuali nell’affluenza.

«Gli elettori hanno capito come la politica non sia il libro dei sogni che alcuni candidati hanno presentato – aggiunge Zini – hanno avuto fiducia rispetto a delle proposte concrete. Barbetti? Lo dico senza giri di parole: sono il primo ad essere orgoglioso di essere elbano, ma i concetti di elbanità e diversità in politica non pagano. Il risultato di ieri ne è una dimostrazione. La strategia della Regione matrigna è stata fallimentare. Chi si è recato alle urne ha deciso di non premiare i candidati locali. E, aggiungo, gli elettori dimostrano come sia stata perdente anche la politica delle conferenze dei sindaci e delle gestioni associate».

Nella serata di ieri, con una nota stampa, anche il circolo di Portoferraio ha espresso soddisfazione per l’elezione di Gianni Anselmi nel nuovo consiglio regionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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