Sicurezza
La delusione degli altri candidati
Oltre 2.500 preferenze per la giovane outsider Cinque stelle, Irene Pecchia
PIOMBINO. Commenti a caldo dei candidati in lizza nella tornata elettorale.
«C'è poco da dire», afferma Massimo Lami, di «Sì Toscana per Fattori», che ha ottenuto 440 preferenze. «A Piombino sta andando avanti la Lega, è un preoccupante dato di fatto. La Sinistra ha preso i soliti voti, che con l’astensionismo in aumento, forse vuol dire qualche consenso in più. E, comunque, non è consolante vedere in crescita il numero di chi ha disertato le urne»,prosegue Lami. A cui fa male «vedere persone con cui hai scioperato contro il jobs act o manifestato contro la “buona scuola” che hanno votato il partito di Renzi. A me questa ipocrisia è divenuta insopportabile. Una piccola battaglia personale, però, l’ho vinta: quella di aver avuto accanto diversi ragazzi che mi hanno sostenuto».
L’altra candidata della lista di Sinistra, Cinzia Bartalini, si dice soddisfatta delle 538 preferenze ottenute. «Personalmente sono contenta per la fiducia che mi è stata data, Massimo ed io non avevamo una macchina organizzativa potente alle spalle. Abbiamo fatto campagna elettorale parlando con la gente. Un migliaio di voti li abbiamo rimediati per sostenere Fattori. Voglio sperare che per la Sinistra sia un nuovo inizio. Preoccupa l’exploit della Lega e del suo populismo».
Per Marco Mosci (“Il popolo toscano”, formazione al fianco di Enrico Rossi), il risultato segna la sconfitta della politica. «Erano tutti impegnati a farsi la guerra addosso, abbiamo dimostrato più interesse per i candidati che per i programmi. E questo ha accresciuto la disaffezione per il voto. Sono comunque soddisfatto d’aver dato, anche se con un centinaio di preferenze, il mio apporto a Rossi. Resta il fatto che “Il popolo toscano” ha compiuto gravissimi errori di comunicazione. Chi lo conosceva il nostro simbolo? Faccio appello agli alleati locali affinchè superino le loro divisioni interne e si ricominci dai problemi della città».
Risultato deludente anche per Paola Mancuso, compagna d’avventura di Mosci dall’altra parte del canale: «L’esito dimostra come molti, nel mio elettorato di riferimento abbiano scelto di non partecipare o comunque di premiare chi governa questo territorio a tutti i livelli. Prendo atto di un consenso legato esclusivamente alla stima personale di alcuni e del mancato impegno di altri in una politica che sconta le leggi dell'apparato a scapito delle soluzioni e delle istanze territoriali. Non nascondo la mia personale delusione conservando un pensiero grato per quanti ci hanno sinceramente creduto».
Migliore la performance di Fausto Bonsignori, della stessa lista. Con 781 preferenze è il secondo nella regione per «Il popolo toscano».
«Molte tra le mie preferenze - afferma - sono state annullate per una cattiva informazione sul voto disgiunto. Solo a San Vincenzo sono state almeno 150 quelle andate a vuoto anche se al governatore Rossi il voto è stato attribuito regolarmente. Comunque, sono più che soddisfatto. Molto meno per la mia lista, d’ispirazione socialista e riformista. La proposta politica non è stata apprezzata».
Irene Pecchia, giovane outsider Cinque stelle con 2.535 preferenze: «La soddisfazione aumenta perchè ho lavorato senza il sostegno di personaggi noti, deputati, politici doc. Ho fatto la mia campagna elettorale sul territorio tra la gente, e chi mi ha aiutata l'ha fatto a titolo gratuito. Purtroppo - aggiunge - le preferenze non sono bastate perchè il movimento stesso non ha ottenuto quello in cui sperava. Per questo provo un senso di impotenza. Da noi votano molti ultrasettantenni abbindolati dal simbolo. Sono stata la prima per preferenze a Suvereto, Campiglia, San Vincenzo, Bibbona, , Castagneto, la seconda a Piombino e terza a Livorno, Cecina, Rosignano ed Elba».
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