Il Tirreno

Anselmi, record di preferenze e il Pd vola

di Cristiano Lozito
Anselmi, record di preferenze e il Pd vola

L’ex sindaco, il più votato in provincia, ora punta a un assessorato. Tiene il 5 Stelle, boom della Lega, stabile la sinistra radicale

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Gianni Anselmi si conferma straordinaria macchina da voti, trascina al 54,52% il Pd in Val di Cornia e, grazie al ticket con Michela Cecchi, candidata dalla federazione livornese, incassa 2728 preferenze “fuori casa” che lo portano a quota 11.709, primo eletto davanti a Francesco Gazzetti, e quarto candidato più votato in Toscana. Così da poter coltivare – senza il rischio di accuse di presunzione – l’obiettivo di un assessorato.

Obiettivamente un grande successo di una piccola federazione (un bacino elettorale che è circa un quarto di quello livornese). Strategia vincente, quella del Pd Val di Cornia-Elba, sotto la regia di Silvia Velo, ieri a Piombino a godersi col segretario Valerio Fabiani una giornata al miele per il grande risultato dell’”amico ritrovato”, Anselmi, e l’exploit della sua pupilla, Michela Cecchi, al terzo posto con 5343 preferenze, di cui oltre duemila pescate in Val di Cornia.

Il Pd, che a poco più di un mese dalle elezioni rischiava di restare inchiodato in una delle sue periodiche guerre interne, diviso tra la poco convinta riproposizione del consigliere uscente Matteo Tortolini e il rilancio di Anselmi – dopo un periodo di clamorose accuse e polemiche tra l’ex sindaco e il gruppo dirigente – esce dunque rafforzato nei numeri. Difficile dire se lo sarà dal punto di vista politico, visto il complicato rapporto, confermato in campagna elettorale, con la componente renziana, che pure incassa un risultato molto importante (il quarto in provincia) con Carla Maestrini, votata da 3562 elettori.

Ma il Pd porta a casa un risultato così importante non solo per via di Anselmi: Enrico Rossi a Piombino non è certo un nome come un altro in testa a una lista col simbolo del Pd. Il governatore lo aveva detto ai tempi della fermata dell’Afo: «A Piombino so di giocarmi tutto», con riferimento alle promesse sulla ripresa delle acciaierie a un anno dalle elezioni. Molto prosaicamente a Piombino ha portato tanti soldi pubblici, rivelatisi fondamentali per tutti i progetti ora in campo, e ha assicurato impegno e presenza costante. Siamo ancora in mezzo al guado, ma i piombinesi (8638 voti, 59,6%) gli hanno creduto, a discapito dei suoi più convinti detrattori, quelli del “Sì”, rimasti al 6,42%, quota ormai stabile per la sinistra radicale.

Il voto oltre a segnalare la sempre più preoccupante crisi di partecipazione (ormai al voto in Val di Cornia, in passato luogo di record assoluti per l’affluenza, va poco più del 50% di elettori) segnala a Piombino anche la stabilità del Movimento 5 Stelle (14,92%, solo un punto in meno rispetto alle ultime comunali) e l’exploit della Lega Nord: 1588 voti (12,97%), che molto raccontano del disagio sociale di larghi strati della popolazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa