Sicurezza
Finozzi: «Si può farlo anche da vecchi»
Il presidente regionale di Aido spiega cosa prevede la legge e il meccanismo dell’assenso
CAMPIGLIA. È Federico Finozzi, 40 anni, presidente dell’Aido Toscana, a chiarire come si diventa donatori. Trapiantato di fegato, da anni si batte per sensibilizzare e informare sul tema della donazione. Chi può donare gli organi e i tessuti? «Chiunque può donare gli organi senza limiti di età. Ad esempio per fegato e rene non conta tanto l’età biologica quanto la funzionalità degli organi. Le uniche limitazioni dovute all’età sono per il cuore e pancreas (50/55 anni). In Toscana una persona di 92 anni ha donato il fegato perché ancora funzionava visto che aveva fatto una vita sana e regolare». Chiunque muoia è un possibile donatore d'organi? «No. È necessario che sia andato incontro a morte cerebrale in un reparto di rianimazione e che solo mediante supporti meccanici e farmacologici venga mantenuta una situazione artificiale e precaria di circolazione sanguigna e di ventilazione. In altre parole: il soggetto è deceduto ma vengono ventilati i polmoni e mantenuta la funzione cardiaca. Questo spiega perché non è possibile prelevare organi da persone che non siano decedute in un reparto di rianimazione. Per esempio, possono essere donatori coloro che muoiono per traumi cranici, emorragie cerebrali, aneurismi cerebrali, eccetera; mentre non può esserlo chi muore per un arresto cardiaco». Come si manifesta la volontà di donazione? «Il principio del silenzio assenso non è ancora applicato, perché non è stata ancora costituita un’anagrafe informatizzata dei cittadini assistiti dal servizio sanitario nazionale che permetta la notifica a ogni cittadino, da parte di un pubblico ufficiale, di un modulo per la dichiarazione di volontà in cui s’informa lo stesso che, in mancanza di un’esplicita dichiarazione, si presume il consenso alla donazione. In questo periodo transitorio la legge stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà scegliendo una di queste modalità: il tesserino blu inviato dal ministero della Sanità nel maggio 2000 da portare sempre con sé; la registrazione della volontà effettuata presso gli appositi sportelli delle Asl e dei Comuni; una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco; l’iscrizione ad Aido (Associazione italiana donatori organi, tessuti e cellule). In mancanza di un’esplicita dichiarazione espressa in vita i familiari possono presentare opposizione scritta». (a.m.)
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