Il Tirreno

«Rivedere la promozione del turismo»

Fausto Bonsignori, capolista in provincia del Popolo toscano, è alleato del Pd, ma molto critico

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PIOMBINO. Fausto Bonsignori, 61 anni, medico, è il capolista della lista civica toscana Il popolo toscano in provincia di Livorno. Con lui i piombinesi Paola Mancuso, Marco Mosci e Nicla Robba. Si definiscono “diversamente riformisti”, perché sono alleati del Pd, ma anche molto critici su alcuni temi del programma di Rossi.

Partiamo dalla costa, con tutti i suoi problemi.

«Siamo penalizzati da sempre, non solo per le infrastrutture ma anche per i servizi. Penso alla mobilità e ai servizi ospedalieri. È una chiave di lettura del perché in questa zona, nonostante le straordinarie potenzialità, la crisi economica è stata più sentita. Insomma vogliamo le stesse opportunità che devono tradursi in investimenti mirati per il miglioramento e la creazione di nuove infrastrutture al servizio dei residenti e dei turisti e con una maggiore attenzione alla qualità dei servizi socio-sanitari».

Veniamo all’economia. Per Piombino il momento è storico.

«L’accordo con Cevital è positivo. Le opportunità di sviluppo del piano non potevano non essere colte. In generale vogliamo un concreto sostegno all'economia ed all'occupazione a partire da creare aiuti reali alle piccole e medie imprese artigianali, turistiche, agricole e manifatturiere. Aiuti non solo per l'innovazione ma anche per le aziende che si trovano in difficoltà. Inoltre serve una revisione del sistema della formazione professionale per aiutare i nostri giovani a trovare lavoro senza dimenticare chi, purtroppo, diventa disoccupato dopo i 40-50 anni con tutte le conseguenze per un reinserimento lavorativo».

Il turismo è un settore fondamentale per la zona.

«In provincia di Livorno rappresenta circa il 20% del prodotto interno lordo senza contare l'indotto. Però vanno migliorate le infrastrutture come i porti turistici e attuate misure di sostegno alle imprese. Inoltre non funziona la promozione turistica affidata a Toscana Promozione ed a qualche iniziativa sporadica collaterale. È un meccanismo da rivedere profondamente».

Lei è medico, cosa pensa della riforma della sanità toscana?

«Pur nella consapevolezza del contenimento dei costi dobbiamo mantenere alto il valore dei servizi socio sanitari razionalizzando gli interventi e combattendo gli sprechi. Però non possiamo accettare che territori periferici della toscana e della nostra costa siamo privati di servizi ospedalieri senza aver valutato complessivamente le necessità e senza vedere misure dì compensazione. Le scelte di governo sulla sanità si stanno allontanando e centralizzando, dobbiamo fare in modo che questa tendenza sia invertita rivedendo la governance a favore dei rappresentanti diretti dei cittadini e territori».

Ultimo aspetto, la sicurezza. Un tema a voi molto caro.

«La qualità della vita dei Cittadini si misura anche con la percezione della sicurezza e con la presenza di una legalità diffusa. La sicurezza non è un valore di destra o di sinistra bensì è patrimonio comune che è essenziale per la crescita di un territorio. Purtroppo negli ultimi tempi anche la nostra zona non è stata immune da un costante incremento della microcriminalità, delle rapine e dei furti negli appartamenti accompagnate da un’insufficiente attenzione al rispetto delle regole che sono alla base di una corretta convivenza. È necessario intervenire prima di tutto sulla prevenzione con misure sociali adeguate ed incrementando la vigilanza sul territorio con il rafforzamento delle polizie municipali, ma i sindaci ed i Comuni non vanno lasciati soli e non servono azioni sul territorio a macchia di leopardo. Per questo si deve pensare ad un piano regionale che coordini le azioni e che coinvolga tutte le forze dell'ordine, associazioni del volontariato e cittadini».

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