Il Tirreno

il ricordo di pioli

«Libera, colta e innamorata del nostro territorio»

«Libera, colta e innamorata del nostro territorio»

PIOMBINO. Tra le persone che conoscevano bene e che ricordano commosse Silvia Bonucci c’è anche Giampaolo Pioli, ex sindaco di Suvereto. «Chi ricorda gli anni gloriosi degli Incontri del Chiostro di...

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PIOMBINO. Tra le persone che conoscevano bene e che ricordano commosse Silvia Bonucci c’è anche Giampaolo Pioli, ex sindaco di Suvereto.

«Chi ricorda gli anni gloriosi degli Incontri del Chiostro di Suvereto - dice Pioli - che videro sfilare per dieci anni il meglio della letteratura, del giornalismo, della cultura italiana, ricorderà Silvia Bonucci. Presentammo “Voci di un tempo”, il suo libro di esordio, storia della sua famiglia, filtrata dai ricordi della nonna e dalla sua personale temperie spontaneamente multiculturale e raffinata, come la Trieste da cui muove il racconto. E poi “Gli ultimi figli”, il suo romanzo d’amore per la Maremma e la Val di Cornia, ricostruzione intensa e vibrante delle grandi trasformazioni sociali, del passaggio dalla campagna al lavoro nell’industria, in cui possono riconoscersi molte delle nostre famiglie».

«Silvia - prosegue Pioli - era una donna di grande cultura, poliglotta, di grande intelligenza sociale e politica (fu a Roma, dove lavorava, una delle protagoniste dei “Girotondi”), ma tutto questo appariva in lei come uno strumento, un mezzo per cogliere in profondità la grande complessità esistenziale dell’uomo e del cittadino moderno. E poiché la sua era una lettura intelligente, scevra dai luoghi comuni, da pregiudizi, dalle grosse banalità a cui ci stiamo abituando, il suo sguardo non poteva che essere preoccupato».

«Ho avuto il privilegio - aggiunge Pioli - di partecipare a qualche serata nella sua casa di campagna in Val di Cornia (“nella parte più piatta, più Val di Cornia” diceva con un sorriso divertito), dove potevi incontrare personaggi del cinema e della cultura romana (che lei viveva con affettuoso distacco, lavorandovi come traduttrice), serate che lei dominava incontrastata con straordinaria leggerezza. Spirito critico, capace di una grande passioni civili e culturali, sempre stemperate dall’ironia, lasciava filtrare senza compiacimento o affettazione la propria fragilità. Per questo suo sguardo, nemico mortale delle banalità, Silvia era una donna libera».

«Silvia amava davvero il nostro territorio - conclude Pioli - al punto da venire ogni volta che poteva, al punto da dedicargli un bellissimo romanzo, al punto che è da qui che se n'è andata, lasciandoci un grande vuoto».

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