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parodi attacca su asiu

«La società perde pezzi qualcuno ne risponda»

«La società perde pezzi qualcuno ne risponda»

SUVERETO. Giuliano Parodi, sindaco di Suvereto, torna ad attaccare sul fronte Asiu. «Dopo aver perso il direttore Enrico Barbarese qualche mese fa, Asiu perde altri pezzi, stavolta macchinari...

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SUVERETO. Giuliano Parodi, sindaco di Suvereto, torna ad attaccare sul fronte Asiu.

«Dopo aver perso il direttore Enrico Barbarese qualche mese fa, Asiu perde altri pezzi, stavolta macchinari indispensabili. Nei giorni passati nel silenzio generale, l'amministratore unico avrebbe dovuto avvisare almeno i Comuni soci, il trituratore di ingombranti, (15/20 tonnellate all'ora) è stato ritirato dalla ditta Cesaro, proprietaria della macchina, per mancati pagamenti da parte di Asiu spa. Il fornitore ha richiesto in tempi rapidi un piano di rientro del debito per riportare il trituratore. Essendo questo elemento fondamentale per una serie di attività, ovviamente non poteva essere portato via senza creare problemi alla gestione. I ritardi nei pagamenti riguardano questo come molti altri fornitori, pensiamo sia il momento che l'amministratore unico ed i revisori dei conti, facciano luce ed informino in maniera puntuale i sindaci e i cittadini sull'indebitamento reale di Asiu».

«All'ultimo CdA il dottor Murzi aveva affermato che nei giorni successivi sarebbe andato dal commissario Nardi a firmare la cessione da parte di Lucchini della discarica adiacente all'attuale. Ad oggi non abbiamo più ricevuto nessun aggiornamento in merito, ma come si evince dallo scarno piano industriale presentato da Asiu in quella seduta, la sola acquisizione della discarica, è un rischio ed un costo, a meno che non venga contestualizzata con l'impegno della Provincia ad autorizzare il rialzo della stessa e l'ampliamento della discarica di Ischia di Crociano dal quale possono derivare i ricavi. A questo è legata anche la realizzazione della nuova discarica, il vero valore aggiunto, poiché i rifiuti che insistono sull'area LI53 dovrebbero in parte essere smaltiti sul rialzo della discarica Lucchini. L'operazione sta in piedi nel complesso, se non si vuole rischiare il danno erariale, dal momento che un soggetto pubblico si trova a sostenere costi di un soggetto privato inadempiente».

«La situazione della divisione aziendale è molto poco chiara dato che non si parla più di cessione/conferimento di ramo di azienda, ma di cessione di beni e servizi comprensivi del personale necessario a realizzarli. È normale seguire una procedura che crea una bad company con i debiti, in cui lasciare oltre 40 lavoratori che niente hanno a che fare con gli stessi? Come sindaco socio mi batterò affinché le garanzie, finora a parole, per i lavoratori dovranno trovare riscontro nei fatti, ovvero in clausole contrattuali scritte».

In questo quadro si inserisce anche la richiesta di Sei Toscana di portare i rifiuti della Val di Cornia alle Strillaie. «Operazione che serve a mitigare il contratto capestro (oltre venti anni a quantitativi garantiti) siglato con l'impianto, nella cui compagine, c'è il medesimo socio privato, Unieco, della stessa Sei Toscana. L'imminente passaggio in Ato sud, mi preoccupa non poco, visto che i Comuni che già ricevono servizio da Sei si stanno ribellando per i minori servizi ricevuti, a fronte di un forte incremento tariffario. E sopratutto, notizia di questi giorni, l'irruzione della Guardia di Finanza negli uffici di AtoSud per acquisire il materiale del bando vinto da Sei Toscana. È necessario fare chiarezza su troppi aspetti e soprattutto, come soci di Asiu, affrontare in maniera seria e puntuale il futuro dei lavoratori, gli unici che devono essere tutelati e che non possono certo pagare le colpe di Amministrazioni passate e delle loro scelte scellerate».

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